Panchine rimosse in centro

La sicurezza è importante nella vita di una città; i cittadini devono sentirsi sicuri e pretenderlo da chi governa. Tuttavia l’architettura urbana anti-senzatetto, che tristemente sta diffondendosi in molte città, non può essere una soluzione vincente ed efficace. Risulta triste; sa di sconfitta. Vuol dire che per generare sicurezza occorre per forza “cacciar via”, oltretutto con espedienti ridicoli. La Giunta interviene con i dissuasori in corso Umberto per eliminare la presenza di persone sicuramente problematiche, che se da una parte possono generare difficoltà per chi vi transita, dall’altra, sappiamo bene tutti, si trovano in situazioni personali precarie, cronicamente difficili che non possono essere ignorate e solo colpevolizzate. Oltretutto togliere le panchine significa negare anche a chi è anziano o in difficoltà la possibilità di riposarsi e sedersi. Nascondere un problema sociale con delle fioriere o dei dissuasori sa proprio di inaugurazione della propaganda elettorale. Le persone che vengono “dissuase” a sedersi in Corso Umberto troveranno di sicuro un altro posto per collocarsi, ma l’importante è aver tolto il problema dal centro città. Intanto che cosa fa la Giunta per affrontare il problema, guardando alle persone che vivono difficoltà e non semplicemente al cosiddetto decoro urbano? Quali azioni vengono messe in atto dai servizi sociali per prendersi in carico il problema di quei cittadini e cittadine che hanno bisogno di percorsi di aiuto, a volte purtroppo anche meritevoli di sanzioni ma non certo solo di essere cacciati da un’ altra parte della città?

Il teatro dell’assurdo

Un fatto apparentemente piccolo, ma in realtà molto significativo di come questa Giunta concepisca la vita amministrativa della Città: un Consiglio comunale saltato perché chi ci governa si era dimenticato di trasmettere la documentazione prevista dal regolamento e una proposta intelligente sulle aree scolastiche pedonali bocciata perché… la Giunta non vuole che le riunioni con le parti interessate vengano verbalizzate. Ebbene sì! Lo racconta qui in un flash il capogruppo Simone Piacentini.

Sottopasso di via Marescalca: le promesse della Giunta Casanova

Il Sindaco Casanova aveva promesso un nuovo impianto di illuminazione per il sottopasso di via della Marescalca entro i primi 100 giorni del suo mandato. Dopo più di 1000 giorni dal suo insediamento, però, non se ne aveva avuto notizia.

Solo grazie ad un’interrogazione del Partito Democratico, presentata da Simone Piacentini, la Giunta si è “ricordata” dell’impegno preso e il 29 dicembre ha dato l’incarico per intervenire.

Altro che 100 giorni, ne sono serviti più di 1200. Ecco che fine hanno fatto le tante promesse della campagna elettorale!

Riforma della Sanità: il nostro ordine del giorno in Consiglio

La pandemia provocata dal Coronavirus, generando una grave emergenza sanitaria, ha tristemente messo in evidenza tutte le criticità della sanità della Regione Lombardia, gravemente carente nell’ambito territoriale.

Sono emersi l’assenza di raccordi tra ospedale e territorio e il taglio delle attività di prevenzione. Inoltre si è registrato il depotenziamento del ruolo dei sindaci nella programmazione sanitaria, mentre sono loro ad essere in più stretto contatto con i cittadini e il territorio. In generale regna la frammentazione e la disomogeneità dell’offerta sanitaria.

L’AGENAS (Agenzia Nazionale per i Servizi sanitari), in un documento molto articolato, ha messo in luce tutti i punti deboli della riforma del 2015 e ha avanzato delle proposte in vista della sua revisione, che secondo i tempi indicati dal ministro Speranza dovrà realizzarsi in 4 mesi: per la fine di aprile dovranno essere presentate le proposte di modifica. Per questo occorre porre in atto con tempestività interventi di revisione per rendere operative le indicazioni date da AGENAS. Occorre un percorso di riflessione che nella commissione sanità del consiglio regionale non è ancora stato avviato.

Per questo come Partito Democratico cittadino, in sintonia con i diversi circoli del territorio, abbiamo presentato un ordine del giorno da discutere in Consiglio Comunale per impegnare Sindaco e Giunta a farsi promotori in Regione dell’avvio immediato del percorso di revisione della legge 23, considerando necessario il coinvolgimento delle rappresentanze locali nella pianificazione sanitaria.
Nel presentare questo ordine del giorno, come gruppo consigliare intendiamo anche portare la discussione in aula, dove troppo spesso questi argomenti che interessano il territorio oltre che la città e hanno un respiro politico più ampio faticano a diventare oggetto di discussione.

Santa Chiara, sfiduciato il candidato presidente voluto dal Vicesindaco

La vicenda del CDA di Santa Chiara evidenzia tutta la fragilità e gli equilibri precari su cui si regge la maggioranza di centrodestra che governa la Città.

In una fase così delicata per la salute degli anziani ospiti e in una casa di riposo che tanto ha sofferto e soffre per la pandemia covid, il buon senso vorrebbe che le nomine degli organismi dirigenti fossero fatte sulla base delle effettive competenze e non delle spartizioni di poltrone.

Invece il Vicesindaco Maggi ha insistito enormemente per indicare come Presidente un suo fedelissimo, Paolo Caretta, che però alla prova dei voti nel CDA non ha ottenuto la maggioranza. E questo nonostante tale organismo sia costituito da 4 membri designati da chi governa a Palazzo Broletto e solo 2 membri espressione dell’opposizione. Insomma, il candidato del Vicesindaco Maggi non è stato voluto neppure dai suoi.

Al suo posto, diventa quindi presidente l’avvocato Giovanna Invernizzi, alla quale va il nostro augurio di buon lavoro. Non possiamo che accogliere con favore la scelta fatta dal CDA nella seduta di ieri: una nuova pagina per la Fondazione, che comincia con una assunzione di responsabilità rispetto alla pasticciata gestione politica della Giunta Casanova. Una rivendicazione di autonomia che è conseguenza naturale dell’atteggiamento con cui il centrodestra si è sempre rapportato con la Fondazione, considerandola una realtà a sé stante e sconnessa dall’Ente Comunale.

Ora sarà interessante vedere se la “pistola” puntata da Maggi alla testa della debole Lega sarà carica o scarica. Nel frattempo, dopo la magra figura, dovrebbe accompagnare e sostenere il lavoro della nuova Presidente di Santa Chiara; invece sta pestando i piedi furiosamente, sui social e a mezzo stampa, perché la presidente eletta si dimetta. Non saranno mesi semplici per la Fondazione, con il persistere dell’emergenza Covid e con la complicata situazione economica a cui bisognerà mettere mano, cercando di mantenere sempre alta la qualità del servizio erogato verso gli ospiti della struttura: da parte di chi governa la Città, ci vorrebbe la capacità di mettere da parte i posizionamenti di parte e di fare l’interesse degli anziani. Ma tale capacità risulta non pervenuta.

Sottopasso di via Nino dall’Oro: il nulla

L’anno del Sottopasso di Via Nino dall’Oro, purtroppo, non sarà il 2021.

Il 31 dicembre la Giunta Casanova ha approvato il progetto definitivo relativo al Sottopasso di Via Nino dall’Oro. Considerando le successive fasi di progettazione, alcuni passaggi che non dipendono dal Comune (ma da Rete Ferroviaria Italiana) e i lavori veri e propri, il cantiere non terminerà prima della fine del 2022.

Facciamo un passo indietro: il procedimento è sicuramente complesso, ma il ritardo è per buona parte imputabile all’amministrazione di centrodestra. La Giunta Casanova al suo insediamento ha infatti trovato un progetto preliminare integralmente finanziato, per più di 3 milioni di euro. La scelta giusta sarebbe stata quella di intraprendere con decisione l’intricata progettazione di un’opera fondamentale per lo sviluppo della città.

Nel 2017 la maggioranza ha invece deciso di spostare una parte dei fondi destinati al sottopasso per dirottarli sulla Piscina di via Ferrabini, conseguendo un risultato clamoroso: quasi quattro anni dopo nessuna delle due opere è conclusa.

Per responsabilità principale del centrodestra, quindi, l’opera non sarà consegnata alla città entro la fine del mandato. Un altro fallimento di quella che doveva essere la Giunta della “normalità”.

Ipermercato all’Ex Consorzio, i perché del nostro no

…Proviamo a spiegarli con il manifesto, affisso in questi giorni in giro per Lodi, realizzato dal Coordinamento Lodi Vivibile

…e pure con le osservazioni presentate dai cittadini. In realtà sono ben 39, ma questo volantino ne rappresenta una sintesi fondamentale:

…e infine, con le bellissime vignette realizzate dai giovani di PROGETTO PRETESTO. La Giunta ha affermato che i giovani di Lodi vogliono il nuovo ipermercato… Beh, a quanto pare non tutti!

Ex Consorzio, un iter pieno di incongruenze

Che l’insediamento di un ipermercato all’ex Consorzio non ci convinca per l’impatto sull’ambiente, la viabilità e il commercio locale l’abbiamo detto in più occasioni.

Ma nelle ultime settimane sono emersi alcuni fatti decisamente gravi, che riguardano non tanto il merito del progetto, ma l’iter che ha condotto alla sua adozione attraverso la vendita dell’area dismessa ad Attività Edilizie Pavesi (il costruttore della struttura) e da quest’ultima ad Esselunga (il marchio che si andrà ad insediare): trattative per la cessione di aree PUBBLICHE, quindi appartenenti a tutti i cittadini, che si sono svolte ben prima dei passaggi negli organi democratici competenti; atti richiesti dai consiglieri comunali di opposizione per poter esercitare il loro ruolo di controllori e mai concessi; per non parlare di quella strana donazione di Attività Edilizie Pavesi a Fratelli d’Italia nazionale…

Nel riservarci di valutare quali azioni possano essere intraprese per accertare tutta la verità, invitiamo chi avesse voglia di approfondire a leggere…

  • QUI la ricostruzione cronologica completa, mese per mese, di un percorso che appare perlomeno “strano”
  • QUI la lettera aperta – rimasta inesorabilmente senza risposta – del capogruppo Piacentini al Vicesindaco Maggi

…Tutto normale? Tutto regolare?

Quel finanziamento a FdI e l’ipermercato all’ex Consorzio

Questo lo scioccante articolo uscito su L’Espresso lo scorso 21 dicembre, che ancora una volta ha portato Lodi sotto i riflettori della cronaca nazionale.

E bisogna proprio dirlo: un finanziamento di 50.000 euro è un argomento più solido a favore del progetto all’ex Consorzio di quelli che si sono sentiti in Consiglio comunale e letti nei manifesti fatti appendere per la città. Non possiamo esimerci dal chiedere immediati chiarimenti all’Amministrazione comunale su questa vicenda che ha visto nell’ordine: forzature sui tempi, forzature delle regole, dichiarazioni pubbliche di “avere fretta” di concludere l’iter, diniego di accesso agli atti e, infine, la recente notizia di finanziamenti contestuali a una componente della maggioranza, il partito Fratelli d’Italia.

Finanziamenti legali perché rendicontati al Parlamento, ma quantomeno bizzarri e inopportuni: è un caso che Fratelli d’Italia abbia promosso una raccolta firme a sostegno dell’operatore privato, proprio mentre beneficiava di contributi erogati dalla società immobiliare a livello nazionale? Ci sono altri finanziamenti di cui il centrodestra deve dare notizia? È un puro caso che la prima tranche da 25 mila sia stata erogata il 21 settembre, proprio un giorno dell’approdo in aula del provvedimento di adozione?

Alla luce dei nuovi fatti emersi, è doveroso che il Sindaco Casanova e il Vicensindaco Maggi, coloro i quali hanno portato avanti il progetto in barba alle tante proteste dei cittadini, rispondano senza lasciare ombra alcuna. Si faccia chiarezza una volta per tutte, con tempestività e con piena trasparenza nei confronti dei lodigiani.

Ipermercato all’ex Consorzio, accesso ai documenti negato

Da parte dell’amministrazione è arrivato un inspiegabile diniego ad una normale richiesta di accesso agli atti da parte dell’Opposizione per avere copia di tutte osservazioni al PII ex consorzio agrario, presentate e protocollate dai cittadini, quindi atti pubblici e insostituibili.  Le principale motivazione addotta è per “evitare possibili condizionamenti all’attività degli organi collegiali, soprattutto politici”.

Le osservazioni sono proposte, spunti, modifiche che la cittadinanza ha ritenuto opportuno presentare prima che il progetto per un nuovo ipermercato venga approvato. Ci chiediamo come sia possibile che, avendo copia di documenti presentati da liberi cittadini, non certo atti coperti da segreti di stato, si possa interferire con attività istruttorie svolte dagli organi competenti. Stanno nascondendo qualcosa? Perché, ancora una volta si negano i diritti ai consiglieri comunali? Come ci tutela il presidente del consiglio comunale? Tutte domande a cui chiediamo una risposta perché la questione è grave e non è minimamente ammissibile.

Insieme a tutte le forze di Opposizione, continueremo ad insistere per far valere i nostri diritti affinché nulla di indefinito rimanga nella gestione di un progetto così invasivo per la città.