Elezioni europee, qualche buona notizia

Bandiera-UEIl risultato delle elezioni del 26 maggio dimostra che sicuramente c’è ancora molto da fare per sconfiggere l’avanzata delle destre, però il Parlamento Europeo avrà una maggioranza europeista e questo, in fondo, è ciò che conta. A livello politico il PD tiene e si conferma come la vera alternativa al centro-destra, visto il crollo dei 5 stelle.
Anzi, rispetto alle politiche del 2018, che ci avevano lasciato frastornati e confusi, siamo a livello nazionale in decisa ripresa: merito della capacità del segretario Zingaretti di fare squadra e della costruzione di una lista ampia e plurale, resa possibile anche dal Manifesto di Calenda.
Il modello a cui dobbiamo puntare e dal quale dobbiamo prendere esempio è Milano, che anche in questa tornata elettorale si conferma città viva, frizzante, aperta, inclusiva, proiettata al futuro: sia politicamente che nella costruzione, a medio termine, di un’alternativa amministrativa, la nostra “vicina di casa” dev’essere modello e fonte di ispirazione per noi.
Ad ogni modo, per quanto riguarda il dato locale, c’è sicuramente la soddisfazione nell’aver sfiorato qui a Lodi il 28% dei consensi, un dato nettamente più alto di quello nazionale (23%) e che in città ci vede in crescita rispetto alle politiche 2018 (25% a Lodi). Anche in questo caso, l’unione fa la forza e sicuramente ha giovato la pro

ficua collaborazione tra il PD e le anime civiche che camminano con noi, oltre alla presenza di una valida candidatura locale.
In questo senso, non possiamo che ringraziare di cuore Tina Lomi per la generosità e la passione con cui si è messa al servizio di questa campagna elettorale: sapevamo che per un territorio piccolo come Lodi l’elezione era veramente difficilissima, ma il risultato in termini di preferenze nettamente al di sopra di qualunque aspettativa (quasi 3000 persone hanno scritto il suo nome!) è la dimostrazione e il riconoscimento di tanti anni di impegno politico e sociale per la nostra comunità.

Università, questa sconosciuta

Non molti in città se ne sono resi conto, ma da ottobre 2018 l’attività didattica della nuova sede della Facoltà di Veterinaria è cominciata a pieno regime. Un trasferimento di importanza strategica per la nostra città, portato a termine dopo una complessa gestazione ventennale, con l’ultimo (e difficile) aggiornamento dell’Accordo di Programma avvenuto nel maggio del 2015.

Le immagini dello splendido progetto di Kengo Kuma che per anni abbiamo visto solo sui giornali, oggi sono diventate un Polo animato da circa 2500 studenti.  Non solo, anche un servizio per i giovani di Lodi, che a decine riempiono le aule studio dell’Università.

Spesso in politica i fallimenti diventano dei pochi e i successi di tutti, ma è doveroso sottolineare che in una cornice variegata di attori istituzionali, chi ha creduto che il futuro della nostra città fosse nel sapere e nella ricerca sono sempre stati i vari amministratori che hanno animato le Giunte comunali e provinciali di centrosinistra sin dagli anni ’90.

Se vi state chiedendo cosa invece abbia fatta la Giunta Casanova per l’Università, la risposta è… BOH! Per l’inizio dell’anno accademico hanno effettivamente potenziato il servizio di navetta, ma la pista ciclabile annunciata prima per ottobre 2018 e poi per l’inizio del  2019 non ha ancora visto la luce, nonostante ci fosse un progetto pronto dal 2016 che si inseriva nel Piano Colleg’Adda. Si è scelta una strada più difficile, che si è dovuta sostenere tramite il dirottamento dei fondi del Patto per la Lombardia (un’operazione che aveva messo in discussione la quota provinciale di contributo per il Polo Universitario). L’ennesimo rinvio è solo di un paio di settimane fa, che ha spostato la possibile inaugurazione a luglio, a lezioni abbondantemente concluse.

Senza considerare il fatto che nulla è stato fatto per provare ad inseguire il sogno della “città universitaria”: il Comune ha lasciato il compito esclusivamente ai privati, i quali, con qualche tentativo meritevole, hanno provato a colmare l’assenza di un ente che coordinasse le attività. Impegnata nell’organizzazione di Street Food, l’amministrazione non ha fatto nemmeno un’iniziativa per provare a coinvolgere gli studenti nella vita cittadina. In questi giorni è stato presentato in Comune un Piano Integrato d’Intervento per l’edificazione di un noto supermercato in centro città. Potrebbe essere l’occasione per inserire degli alloggi ad affitti convenzionati, vedremo se verrà colta…

AAA Cercasi assessore allo Sport

Dopo due anni di amministrazione Casanova-Maggi e a poco meno di 5 mesi dal giro di boa, i cittadini dovrebbero pubblicare un serio annuncio: A.A.A. Cercasi Assessore allo Sport! Ebbene sì, perché questa delega, oggi affidata alle cure del Vicesindaco Maggi, risulta sempre più trascurata, per lasciare spazio alle sagre della salamella, che il nostro internazionale personaggio pubblico ama definire street food.

In due anni, il Vicesindaco sullo sport non è stato capace di combinare nulla di nuovo, di portare alcuna novità o di apportare anche solo una seppur minima modifica positiva all’impianto sportivo del Comune di Lodi. Si è però distinto per aver aumentato le tariffe di affitto per le strutture in gestione al Comune, con rincari sostanziali che hanno messo in seria difficoltà le associazioni sportive, ma anche le grandi società come l’Amatori Wasken Lodi.

A noi però piace parlare con l’evidenza dei fatti e quindi procediamo a un breve ma esemplificativo elenco delle manchevolezze dell’Assessore alla poltrona. In campagna elettorale e anche prima, si era contraddistinto per un grande attivismo nei confronti del degrado della Cascina Faustina, degrado che dopo due anni di amministrazione è esattamente ancora nelle medesime condizioni! Ci chiediamo se al tempo, quando parlava di rischio salute per i bambini che frequentavano la struttura, si trattasse solo di un rischio da campagna elettorale oppure se parlasse seriamente.

Passiamo poi al progetto di recupero della vecchia piscina coperta. Dopo aver commentato come dannoso e inutile il progetto della precedente amministrazione, oggi il nostro Vicesindaco non è stato ancora in grado di presentare una e diciamo UNA proposta, condivisa o meno con le società sportive. Totale menefreghismo e assoluta mancanza di assunzione delle proprie responsabilità hanno portato l’assessore allo sport a prestare molta più attenzione alla Rassegna di Lodi al Sole, producendo una spesa fuori misura senza comprendere le reali esigenze della città.

Passiamo alla pista di atletica: anche in questo caso il nostro Vicesindaco si è completamente scordato di quell’esigenza. Forse oggi a bilancio sembra comparire qualcosa, ma speriamo non siano solo promesse come per tutto il resto.

Quanto al programma elettorale, a metà percorso non c’è traccia della Consulta dello sport, tanto decantata dal Vicesindaco, che oggi non ha ancora nemmeno visto una convocazione. Si sa però che il nostro liberale non è molto incline al confronto, a meno di non dichiararsi fin da subito d’accordo con la sua azione amministrativa.

Passiamo alla volontà di riqualificare l’ex campo federale, di proprietà del Coni: non abbiamo nemmeno evidenza che il Vicesindaco abbia mai scritto nero su bianco ai diretti interessati la volontà di questa amministrazione di prendersi carico di questa struttura. Prevediamo che anche in questo caso rimarrà lettera morta.

Quanto alla promozione di eventi di caratura internazionale, il suo assessorato centrerà un bel punto con la terza edizione degli USIP World Police Games a settembre, quando a Lodi si svolgeranno le gare relative al nuoto proprio in quella struttura tanto contestata dal Vicesindaco. Struttura voluta dall’Amministrazione di centrosinistra, struttura che oggi è in grado di sostenersi economicamente e che anche il Vicesindaco stesso è stato costretto ad ammettere e riconoscere quale luogo di eccellenza sportiva natatoria. Chissà se il nostro Maggi ricorda le tante e inutili parole spese sul bacino insufficiente di questa piscina… parole rimangiate anche durante una visita dell’Assessore Regionale allo sport.

Non ci dobbiamo nemmeno scordare come il Vicesindaco sia stato costretto a fare retromarcia anche sul pagamento dell’ingresso al parco Belgiardino. Dopo il lavoro minuzioso di ricerca e dimostrazione della sua inconsistenza da parte del Partito Democratico, associata alla grande partecipazione della raccolta firme, il Vicesindaco ha tolto il pagamento dell’euro di ingresso. Grande conquista per tutti i lodigiani e grande sconfitta per il nostro assessore. Così, dopo queste righe, l’evidenza è una sola: Lodi merita un vero Assessore allo Sport, uno che sappia dedicare il giusto tempo a una delega decisamente importante, sottraendolo all’organizzazione degli street food che tanto hanno stufato i lodigiani.

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Cattedrale Vegetale: quanto dovremo aspettare per conoscerne il destino?

Dopo un titolo sulla stampa locale che minacciava l’abbattimento della Cattedrale Vegetale, il Sindaco, due consigli comunali fa, disse che non era questa la sua intenzione e che comunque per la fine della settimana (quella settimana) avrebbe comunicato una decisione per concludere la vicenda. Da allora siamo rimasti in attesa e lo siamo ancora adesso dopo 3 mesi.

L’associazione “Giuliano Mauri” ha anche organizzato una serata pubblica dove, alla presenza del vice sindaco, è stato illustrato il significato dell’arte di Mauri e dove i cittadini hanno potuto capire la profondità di quest’opera, ma non si è avvertito nessun sussulto di coscienza da parte dell’Amministrazione.

Nel frattempo Asvicom ha promosso una raccolta firme a sostegno della ricostruzione della Cattedrale che ha raggiunto le 2000 firme. Nel frattempo i social continuano a riportare i commenti di gradimento dei numerosi turisti che avevano visitato la Cattedrale e  avevano tratto giudizi molti positivi sull’opera (meno sullo stato del contesto, che non presentava alcuna cura). Molti di loro hanno apprezzato quest’opera, ma anche molti lodigiani desiderano che essa viva. Anche il sottosegretario pentastellato Gianluca Vacca è intervenuto, chiedendo all’Amministrazione di restaurare la Cattedrale. Peraltro, occorre sottolineare che lo stato in cui versa l’opera ha portato anche alla chiusura della pista ciclabile adiacente: l’assessore Tarchini aveva promesso di trovare una soluzione, ma anche in questo caso ancora nulla e la pista rimarrà chiusa per tanto tempo.

È difficile capire se sia in atto effettivamente una riflessione che si presenta molto lunga e difficile (anche per le dissonanze interne alla Giunta stessa) o se invece dietro a questo silenzio ci sia solo la volontà di far passare il tempo in modo inutile e poi arrivare alla soluzione di cancellare tutto ciò che di positivo era stato fatto per la città.

È indubbio che la Cattedrale può regalare a Lodi una grande opportunità per il turismo culturale, è indubbio che lasciarla cadere senza alcuna decisione è segno di grave superficialità e poco rispetto per questo nostro artista, a fronte del fatto che nel Parco delle Orobie, dove pure l’opera di Mauri ha subito i danni del maltempo, si stanno già attivando per un restauro. Detto ciò, ci domandiamo allora: ma esiste una programmazione turistica di valorizzazione della città?

Archivio storico: un capolavoro di improvvisazione

È vero, potrà non sembrare ai più un tema prioritario rispetto alla manutenzione delle strade o alla gestione dei rifiuti, ma ritenere l’Archivio Storico una questione di serie B è il frutto di un pregiudizio profondamente errato: di fatto, non è altro che il riflesso locale della sterile polemica nata sui social per le risorse ingenti investite a Parigi per il rifacimento di Notre Dame dopo l’incendio delle scorse settimane, risorse che molti hanno scritto che potevano essere utilizzate in modo più sensato per combattere la fame o la povertà nel mondo. Come se i due temi fossero paragonabili, come se la nostra Storia non contribuisse in qualche modo a definire ciò che siamo e quindi a indicarci la direzione da prendere.

Non solo: la vicenda della chiusura sine die dell’Archivio a Lodi è anche un’immagine lampante dell’approssimazione e dell’assenza di programmazione che guidano ogni azione di questa Giunta. Ricapitoliamo: nello scorso autunno, visto il trasferimento dell’archivista, vengono ridotti gli orari di apertura dell’Archivio Storico di via Fissiraga. Nelle settimane seguenti si fa avanti l’associazione ArchiviAmo, che mette a disposizione due giovani archiviste con un contratto fino a luglio. In aprile, di punto in bianco, l’assessore Maggi annuncia che invece l’Archivio verrà chiuso del tutto, in attesa degli adeguamenti antincendio. E le ragazze vengono lasciate a casa (in realtà l’associazione si è impegnata a continuare a pagarle comunque fino a luglio).

La necessità dei lavori era nota da tempo, come è chiaro che tutti i locali pubblici – dal teatro, alle scuole, al palazzetto dello sport – hanno bisogno di adeguamenti costanti. Cosa si fa, si chiude tutto? Oltretutto, prima di prevedere lo stop per una realtà di questo tipo (bloccando così, tra l’altro, lavori di tesi e di ricerca), si presuppone che si pensi almeno ad una soluzione alternativa per collocare i materiali e per garantirne la fruizione: si tratta di 3 km e mezzo di carte, alcune risalenti anche al Trecento, mica di due plichi da infilare in qualsiasi armadio!

Invece, nulla. Prima si chiude tutto, poi si pensa alle soluzioni. Soluzioni per le quali, tra l’altro, non sono state stanziate risorse a bilancio. Insomma, un “pasticciaccio”, un capolavoro di improvvisazione.

A ciò si aggiunge lo sfratto dell’ILSRECO, l’Istituto Lodigiano per la Storia della Resistenza e dell’Età Contemporanea, che secondo il Sindaco “non rientra tra le competenze comunali”. Un segnale ancora più evidente che coltivare il passato per immaginare il futuro non rientra proprio tra gli orizzonti di pensiero di questa Amministrazione.

 

 

Nel più totale immobilismo

Nella seduta di questa sera, il Consiglio Comunale discuterà il Rendiconto 2018. Il conto consuntivo è il documento che in sostanza “rendiconta” la situazione contabile del Comune nell’anno concluso. Gli spunti sono molti, ma il dato più significativo è sempre quello dell’avanzo di amministrazione, ovvero la differenza tra le entrate di cui ha beneficiato l’ente e le spese che ha dovuto sostenere. L’avanzo, chiamato “libero”, per distinguerlo da quelli vincolati da una serie di accantonamenti di legge e non, è importante per due motivi.

In primo luogo, per il fatto che a seguito di un intervento del Governo, obbligato da una sentenza della Corte Costituzionale, dopo la verifica degli equilibri di bilancio l’avanzo libero entra nella piena disponibilità dell’Ente, andando a costituire un vero e proprio “tesoretto”.

Inoltre, la consistenza di questo dato è eloquente per quanto riguarda la salute contabile del Comune e la sua capacità di programmazione. Non possiamo che esprimere disappunto nel constatare che l’avanzo libero 2018 è di 3.8 milioni di euro: una cifra mostruosa, se si considerano gli aumenti tariffari mai riassorbiti e l’aumento della pressione fiscale.

La giunta Casanova dimostra quindi una scarsissima capacità di programmazione, oltre che un immobilismo senza precedenti. Per dare un numero a riguardo, 3.146 milioni, ovvero le risorse impegnate negli investimenti pubblici: il dato più basso degli ultimi anni. Insomma, Lodi avrebbe bisogno di un’amministrazione in grado di restituire le tasse in forma di servizi e benefici ai propri concittadini, senza l’enorme discostamento tra entrate e uscite che si è creato lo scorso anno.

Il silenzio sull’Isola Carolina

Con il giudizio netto di Fondazione Cariplo, che ha bocciato il progetto Bay sull’Isola Carolina, sembra che questa Amministrazione abbia deciso di far calare il silenzio.

Il milione di euro richiesto con il progetto candidato dell’Architetto Bay è sfumato ed era logico che così si chiudesse questa vicenda, vista la grande mobilitazione della società civile contro l’abbattimento di oltre 100 alberi. Oggi ci chiediamo quale sia il futuro dell’Isola Carolina e chi conosce le sorti che spettano al Parco.

In uno degli ultimi dibattiti consiliari, la Giunta ha affermato che si impegnerà a eseguire una manutenzione ordinaria del Parco e la cosa di fatto ci conforta: viene escluso l’abbattimento delle preziose alberature, ma di quali opere, di che tipo e quando sono tre domande a cui non abbiamo trovato nessuna risposta.

Le risorse per questa manutenzione ordinaria sembra siano o saranno pari a 300.000 €, così recita il piano triennale delle opere pubbliche e, con una fonte di finanziamento decisamente discutibile, pare infatti che la Giunta liberal-leghista voglia aprire un mutuo proprio quando il risultato consuntivo del 2018 prevede più di tre milioni di euro di avanzo libero.

Se vi state domandando come mai tre milioni di euro, la risposta è molto semplice: non c’è stata capacità di spendere i soldi raccolti e prelevati dalle tasche dei cittadini e così la città è rimasta ferma.

Ma torniamo alla nostra amata Isola Carolina. La Giunta nel bilancio preventivo del 2019 ha quindi non solo annunciato qualcosa che ancora una volta non saprà mantenere, ma non ha idea nemmeno di cosa fare. Infatti alla richiesta di vedere un progetto di intervento e un computo metrico relativo alle opere di manutenzione che si intende eseguire sul nostro Parco cittadino, la risposta è stata disarmante.

Il progetto NON esiste!

Verranno recuperate delle parti del progetto esecutivo e definitivo dell’Architetto Bay ma non si sa bene quali, l’Assessore ai Lavori Pubblici (non fatti) ha annunciato forse l’arretramento della recinzione, forse il rifacimento dei vialetti, forse l’illuminazione pubblica, forse i bagni e forse non si sa nemmeno se i lavori saranno appaltati per il 2019. Sapete la cosa divertente? Hanno annunciato che nelle opere verranno inclusi i giochi, quelli che nel progetto Bay erano stati dimenticati e coperti da fantomatici sponsor mai ricercati.

Quindi oggi l’Isola Carolina è caduta nella totale dimenticanza e questa Giunta degli annunci ormai opera come un bugiardo seriale, annunciando ma non portando nulla a termine e con tempistiche che sono più simili “all’anno del mai nel mese del poi”.

Quanto all’ultimo aspetto, quello della partecipazione, la Giunta ha annunciato che questa volta non compirà lo stesso errore della volta precedente, ma si aprirà a un confronto con la cittadinanza in relazione alle opere di manutenzione che vorranno eseguire. Questa a nostro avviso sarà l’ennesima bugia che cercheranno di far digerire ai lodigiani, il confronto sarà davanti ad un progetto preconfezionato e che non si potrà modificare, una storia di silenzi e tradimenti annunciati, già vista con il progetto Bay e che, speriamo, venga riposto in quei cassetti tanto adorati dal nostro Sindaco.

La triste storia che prosegue è che sull’Isola Carolina è calato un silenzio davvero irrispettoso!