Più tasse, meno servizi

Il Bilancio di Previsione 2019 conferma la difficoltà della Giunta Casanova a rispettare le promesse elettorali. Il Sindaco, durante la discussione, ha detto che l’amministrazione sta “gestendo” e “risolvendo” il programma elettorale. E noi che credevamo che un programma andasse realizzato!

La manovra fiscale e tariffaria ha ribadito che le sparate della campagna elettorale sono rimaste solo memorabili pagine dei giornali locali. La Tari non solo non diminuisce, ma aumenta; le aliquote d’imposta rimangono invariate, dopo che per anni si è parlato dell’incapacità del centrosinistra di contrarre la spesa e di abbassare le tasse; gli aumenti tariffari del Commissario sulle prestazioni a domanda individuale e sull’affitto delle sale sono ancora lì, mai riassorbiti. La pressione fiscale e tariffaria a carico dei cittadini rimane ben più alta del 2016 e i servizi sono gli stessi o addirittura inferiori: uffici comunali più chiusi, un giro in meno per la raccolta dell’umido, nessuna nuova risorsa per la biblioteca, per l’ambiente e i servizi sociali.

Inoltre, cresce l’indebitamento: 2 milioni e 720 mila euro in due anni per allungare la lista di opere pubbliche su cui si accumulano sempre più lacune e ritardi. I lavori del sottopasso di via Nino dall’Oro forse cominceranno quattro anni dopo il varo del progetto preliminare (2016-2020), il piano asfalti del 2019 sarà quello mai concluso del 2018, lo stesso vale per il piano di manutenzione delle scuole, l’intervento sull’Isola Carolina è azzoppato dalla perdita dei Fondi Emblematici Cariplo e “si riparte dal progetto Bay” (così dice il Sindaco, nonostante tutte le proteste), l’anno prossimo finalmente si interverrà sulla Pista d’Atletica, dopo che l’anno scorso è stato bucato più di un bando, lo stanziamento di 100 mila euro per la Sala del Commiato al cimitero appare più che irrisorio.

È finita così: la Giunta della Normalità non solo non realizza grandi interventi, come quelli visti durante le amministrazioni di centrosinistra, ma non riesce nemmeno a seguire l’ordinaria amministrazione.

Una città sempre più chiusa

Una città sempre più chiusa: è questa l’impressione più evidente che si ricava dal Documento Unico di Programmazione esposto dal Sindaco in Consiglio comunale.

Una città chiusa all’ascolto: il caso dell’Isola Carolina, che ci ha portato a perdere 1 milione di fondi emblematici della fondazione Cariplo per l’impuntatura dell’Amministrazione sul taglio degli alberi, ne è il caso più emblematico. Sarebbe bastato ascoltare le richieste della gente e modificare il progetto per dare l’idea di un percorso condiviso e ottenere quel consistente finanziamento. D’altronde, “ascolto” non sembra in alcun modo una parola cara a questa Giunta: i lavori del Consiglio comunale procedono a rilento, le interrogazioni e le mozioni da noi presentate non vengono trattate e le domande che poniamo non hanno mai risposta.

E che dire dei ragazzi di Friday for Future, che lo scorso 15 marzo chiedevano un dialogo con l’Amministrazione sui temi ambientali e che non si sono visti neppure aprire le porte del Broletto? E di un dialogo ci sarebbe stato proprio bisogno tra l’altro, visto che in materia ambientale questa Amministrazione non brilla: la raccolta differenziata è diminuita dal 73 al 72% a fronte di un aumento della TARI che ricade sulle famiglie, mentre sul pedibus per limitare la congestione di traffico intorno alle scuole non c’è altro che qualche vago progetto senza gambe.

Una città chiusa alla progettualità: la Ferrabini è ancora chiusa, quando tutta la campagna elettorale dell’attuale maggioranza è stata costruita sulla sua riapertura immediata. Non solo: i soldi per il rifacimento del sottopasso della stazione sono stati spostati sulla piscina e il risultato, oggi, è che la piscina è chiusa e il sottopasso è rinviato sine die. Un vero capolavoro!

Sempre in materia di progettualità, vogliamo ricordare gli asfalti estivi messi in cantiere ad ottobre, a scuole aperte, con la congestione di traffico che ne è seguita?

Nessuna notizia, poi, di alternative a Sogir, le conseguenze della cui chiusura si sono già concretamente manifestate: il frazionamento dei sistemi di gestione dei rifiuti nel territorio, l’impossibilità di realizzare economie di scala, la fine di un possibile modello di economia circolare nel Lodigiano, quindi di un ciclo virtuoso di recupero e riciclo dei rifiuti.

E ancora: una città chiusa all’università. Al di là dell’aspetto abitativo, non c’è nessuna proposta da parte dell’Amministrazione per cogliere l’opportunità dell’arrivo di tanti studenti e per inserirli nel tessuto cittadino, con tutti i risvolti positivi che ciò potrebbe avere sia per le attività commerciali che per la vita culturale e aggregativa della città.

Una città, infine, chiusa proprio fisicamente: si abbassano le saracinesche del Comune per tre giorni a settimana, gli orari di apertura al pubblico degli uffici dell’Ente diminuiscono.

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Politiche culturali: circenses estivi e vuoto cosmico

In materia di cultura, tutto l’impegno dell’Amministrazione resta concentrato solo su Lodialsole, rassegna alla quale anche quest’anno viene destinata una cifra decisamente esagerata per il bilancio di una città delle dimensioni di Lodi; è vero che è importante garantire l’intrattenimento estivo per chi resta in città, ma si può offrire buona qualità anche spendendo meno, tanto più che nulla viene investito negli altri ambiti delle politiche culturali del Comune: non c’è traccia di impegno per un prolungamento degli orari della biblioteca, come era stato chiesto; il progetto di rifacimento del Museo è andato definitivamente in soffitta; all’aula studio di Villa Braila verranno fatti dei lavori, ma solo grazie alle sollecitazioni delle opposizioni; sulla trasformazione del teatro in fondazione regna un alone di mistero; l‘archivio storico verrà chiuso sine die per i lavori di adeguamento antincendio e nessuna soluzione alternativa viene offerta per la consultazione dei materiali.
La cattedrale vegetale, dopo i crolli di questi mesi, non verrà ricostruita: decisione unilaterale della Giunta, presa senza nemmeno consultare gli sponsor che l’avevano finanziata. Lodi perde così un’opera che nella sua breve vita aveva riqualificato l’argine dell’Adda e attirato tante persone da fuori città.
E che dire del rapporto con le associazioni? Non solo ormai sono costrette a pagare affitti improponibili per le sale comunali, ma si vedono prese in giro dal fatto che sono invece stati abbassarti gli affitti per chi richiede le sale per scopi commerciali. Così l’attività commerciale che affitta ad esempio la Sala Granata per un evento promozionale paga meno di un’associazione che non ha entrate e che vuole fare un’attività culturale o sociale.
I lavori di adeguamento dell’edificio delle Vigne, iniziati con la precedente Amministrazione, saranno finalmente ultimati, ma ormai ogni attività collaterale al teatro, come ad esempio Le officine e il Teatro Scuola, o non esiste più o è diventata, per chi la organizza, una corsa ad ostacoli.

Sociale: tagli qua e là e zero progetti

Il bilancio relativo ai servizi sociali non si presenta affatto entusiasmante: nel dato totale, rispetto all’anno scorso, ci sono circa 240.000 euro in meno. Una differenza che è frutto di alcuni tagli qua e là: 5mila euro in meno per il funzionamento del centro anziani, mille euro in meno per finanziare il servizio civile, 1600 in meno per i centri diurni, 30.000 euro per il dormitorio disabili e così via.

Fino ad arrivare a 30mila euro annullati per il fondo anticrisi, che in questo bilancio cuba 0 euro. Perché? Perché dicono che fino a luglio useranno i soldi dello scorso anno e poi a luglio faranno una variazione di bilancio. Ma questi sono soldi destinati ai giovani disoccupati senza altri ammortizzatori sociali… possible che si siano avanzati dei soldi? E’ forse finita la crisi a Lodi?

In generale con i piccoli tagli diffusi non è stato potenziato nessun servizio, mentre sappiamo come le esigenze in questo settore siano sempre crescenti e inoltre non sono mai state abbassate le tariffe relative al trasporto anziani e disabili che il Commissario aveva alzato.

Non risulta esserci alcuna idea forte in tema di servizi sociali, nessun progetto di rilievo tranne quello che era già stato iniziato dalla precedente amministrazione, “Rigenerare valore sociale”, che tuttavia non viene per nulla valorizzato. Anzi se ne parla pochissimo.
Resta ancora apertissima la questione del Consorzio servizi alla persona: con un rocambolesco dietrofront dell’assessore Maggi, sembra ormai sembra deciso che l’Amministrazione ne uscirà. Abbiamo chiesto di rendere pubblica l’analisi costi-benefici che dicono di aver fatto e poi vedremo di mobilitare famiglie e associazioni per chiedere al Sindaco e all’assessore Sobacchi un confronto serio su questo tema.

Primarie a Lodi: dove si vota

Altro che Capitano Salvini, altro che voto su Rousseau: le primarie sono la festa della democrazia!
Anche nella nostra città domenica si vota per l’elezione del Segretario nazionale del Partito Democratico.

A Lodi, il PD che vuoi, puoi sceglierlo qui:
– TEATRINO Giannetta Musitelli (ex Informagiovani, via Gorini) 
 dalle 8 alle 20  
– CIRCOLO ARCI GHEZZI (via Maddalena) 
 dalle 8 alle 20  
– VIALE PAVIA, gazebo davanti al Panificio Volpi 
dalle 8.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 19.

Per votare servono la carta d’identità, la tessera elettorale e un contributo di 2 euro.

Non occorre essere tesserati, basta avere più di 16 anni e riconoscersi nella proposta politica del PD (il tesseramento è comunque aperto, quindi è possibile anche iscriversi o rinnovare la propria adesione).

Buon voto!

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L’Isola Carolina e l’assurda impuntatura della Giunta

Alla fine è arrivato il verdetto! Il progetto dell’Amministrazione Comunale presentato insieme all’Architetto Bay sull’Isola Carolina non è arrivato nemmeno sul tavolo di discussione finale. La bocciatura della Fondazione Cariplo ai fondi emblematici è stata secca, senza appello, il che rivela chiaramente anche le motivazioni dell’esclusione. Sono quelle che abbiamo subito denunciato, fin dai primi momenti come Partito Democratico: l’impianto del progetto non era supportato da una coesione sociale. Eppure l’Amministrazione nei documenti di progetto ha provato a spacciare come proprio il percorso partecipato eseguito dall’Amministrazione di centrosinistra. Era evidente tale epilogo, era davanti agli occhi di tutti la chiusura che i nostri amministratori hanno da sempre tenuto su questo progetto. Non hanno mai condiviso alcuna scelta, a partire dal taglio dei 105 alberi che è stato fortemente contestato da un gruppo di cittadini che, parallelamente con la politica, ha difeso strenuamente il Parco.

A nulla è valso il tentativo anche della Regione di lanciare in soccorso di questa disastrosa amministrazione un salvagente, trasformando il Parco definito nei documenti ufficiali come “Bosco cittadino” in un Parco qualunque, calpestando in modo definitivo i ricordi di molti lodigiani e di ciò che rappresenta l’Isola Carolina.

Ci sarebbe da gioire, ma purtroppo non riusciamo a essere felici. Certamente siamo contenti della decisione della Fondazione Cariplo, per cui è stata importante tutta la protesta che in questi mesi ha accompagnato il silenzio della Giunta. Siamo però dispiaciuti perché per l’assurda impuntatura della compagine Casanova-Maggi, la città e il Parco hanno perso una grande occasione di rinascita. I fondi emblematici sono ogni 7 anni, quindi la possibilità di ottenerli non capiterà più per molto tempo: abbiamo perso questa occasione per colpa della cocciutaggine e dall’arroganza che il Sindaco e il Vicesindaco su questa vicenda hanno sempre dimostrato.

Lo hanno manifestato fin dalla prima occasione e hanno raggiunto il culmine massimo al Teatro alle Vigne, insieme all’Architetto Bay: avrebbero dovuto capire che il progetto non piaceva e andava modificato, è stato detto in tutte le occasioni sia pubbliche che amministrative.

Invece questa Giunta ha proseguito per la sua strada solitaria. che ha portato a un risultato scontato, penalizzando però fortemente il Parco dell’Isola Carolina e la Città di Lodi, che non si meritano assolutamente questa arroganza. Fa arrabbiare ancora di più perché durante tutto questo periodo, in attesa di una decisione definitiva da parte di Fondazione Cariplo, il Parco è stato COMPLETAMENTE abbandonato, restando privo di manutenzione e di giochi per i bambini, con una pulizia generale sommaria e un’incuria che forse era stata pensata per far leva sulla pietà per il finanziamento.

Oggi ci ritroviamo in un punto peggiore di quello di partenza, senza il finanziamento, senza un progetto e con tanti soldi spesi per una progettazione che ora è destinata ai tanto decantati “cassetti” del Sindaco Casanova (ricordiamo che per realizzare il progetto è stato affidato l’incarico all’Architetto Bay per la cifra di 42.000 €). Ma ora dobbiamo chiederci cosa ci attende per il futuro del Parco dell’Isola Carolina. Come Partito Democratico abbiamo deciso di chiedere all’Amministrazione Comunale, attraverso una mozione che presto presenteremo, di abbandonare definitivamente il progetto Bay e di ripartire da un progetto che consegneremo all’Amministrazione Comunale basato su quello partecipato del 2016.

Speriamo che in questa occasione l’Amministrazione Comunale abbia il coraggio di mettere da parte la propria arroganza e di cominciare a ragionare insieme al Consiglio Comunale e a tutta la città.

Camera mortuaria: un luogo più degno e consono

Un’iniziativa di coalizione ci vede impegnati nella sensibilizzazione dell’Amministrazione Comunale per il miglioramento della situazione della camera mortuaria. Insieme alla lista Gendarini sindaco, alla lista Lodi Civica e a Lodi Comune Solidale, il Partito Democratico intende fare pressione perché il Sindaco si faccia portatore presso l’ASST di un’istanza di civiltà, perché l’ultimo saluto ai propri cari nella camera mortuaria avvenga in un luogo più consono al momento doloroso e delicato della veglia funebre.

A oggi la camera mortuaria non è segnalata all’esterno, non permette né raccoglimento né privacy a causa dello spazio troppo ristretto che vede spesso la permanenza in contemporanea di due o tre defunti; non ha sedie sufficienti e un’illuminazione a dir poco scarsa. È insomma un luogo che non rispetta l’importanza dello scopo a cui è adibita.

Già nel 2016, l’allora presidente della provincia Mauro Soldati aveva sollecitato l’ASST perché la camera mortuaria fosse resa adatta alla scopo e migliorata.

Ora è in corso una raccolta di firme presso i cittadini. Si può firmare on line a questo link: http://chng.it/xKk9d7fDwW

In seguito presenteremo un’interrogazione in Consiglio Comunale per impegnare Sindaco e Giunta a portare la richiesta dei cittadini all’ASST e alla Regione.

Siamo invitati a diffondere questa iniziativa che crediamo sia importante per il vero decoro di una città.