Enunciare problemi e non risolverli: la cifra del modello Casanova

Per capire con quale spirito opera la Giunta di Lodi, bisogna guardare ad un problema ereditato dal passato: il Bar del Paesaggio.

Vicenda nota: c’è un bar in zona Isolabella che avrebbe dovuto rendere vivo e vissuto il quartiere, bar concluso ma purtroppo mai aperto per delle infiltrazioni d’acqua, causate da alcune scelte sciagurate nella realizzazione della struttura. Il Comune di Lodi, sotto il Sindaco Uggetti, ha allora avviato una causa civile contro l’impresa realizzatrice e il progettista. Da lì è partita la segnalazione alla Corte dei Conti per i due dipendenti pubblici coinvolti, il responsabile del procedimento e il direttore dei lavori.

L’attuale maggioranza ha sempre criticato con forza la vicenda – dimenticando che la stessa Amministrazione di allora era parte lesa – e non perdeva occasione per tirare fuori la vicenda: ci si sarebbe aspettati allora che, una volta alla guida della città, avrebbero dedicato un’attenzione particolare alla zona. In realtà, da tempo ormai, l’area è completamente al buio, dato che i lampioni ci sono, ma sono spenti. Per di più, continuano le invettive, ma manca una qualsiasi proposta che possa rendere l’Isolabella più fruibile.

Ma questa è la vera cifra dell’amministrazione Casanova: l’enunciazione dei problemi, i quali, ovviamente, non devono essere risolti, perché utili a ingrassare la campagna elettorale permanente che permette alla Lega di vincere le elezioni.

Lungi da noi disconoscere la paternità del Bar del Paesaggio: un’area rivitalizzata sarebbe stata anche più sicura. Possiamo pure farci carico degli errori che lo hanno portato a non essere mai aperto, nonostante confidiamo in un esito della causa che vede l’Ente coinvolto come parte lesa. Intanto, però, avanziamo una proposta: in attesa di ottenere (si spera) il risarcimento, il Comune potrebbe avviare un percorso di progettazione partecipata. L’Isolabella è un crocevia di esigenze diverse e i fruitori dovrebbero aver la possibilità di dire la loro: servono un’area cani, dei giochi nuovi, uno spazio per gli eventi? Speriamo che prima o poi si cominci a dare delle risposte.

Ambiente e Lavoro: le nostre priorità per il 2019

Parliamo di ambiente: un tema che, in questa Amministrazione liberal-leghista, sembra non avere alcun peso. Le politiche ambientali e di sostenibilità non trovano alcuno spazio nei pensieri di questa Amministrazione, troppo concentrata tra litigi e ricuciture. Così, ad ogni occasione in cui il numero di sforamenti di pm10 impone lo stop ai diesel euro 4, l’Amministrazione puntualmente si dimentica di comunicarlo.

Associamo a questo una completa assenza di cura del verde: i parchi tanto tacciati di degrado in campagna elettorale versano in condizioni anche peggiori, per non parlare dell’Isola Carolina ormai abbandonata nella speranza del finanziamento emblematico della Fondazione Cariplo, sicuramente non scontato. Sulla cura e manutenzione dei parchi questa Giunta del NON cambiamento non ha fatto assolutamente nulla.

Se ci spostiamo poi nell’ambito della mobilità sostenibile, troviamo davvero una condizione di vera depressione: l’importante eredità di un progetto complesso come quello di Colleg’Adda e l’allargamento del sottopasso di via Nino dall’Oro dovevano essere presi in carico con forza, invece sono stati abbandonati o portati avanti stancamente, come obiettivi non prioritari. Per quanto riguarda Colleg’Adda, il progetto che permetterebbe di sistemare 10 chilometri di piste ciclabili, le opere verranno realizzate, forse, sul filo di lana. Previsione: fine 2019… Peccato che la rendicontazione del progetto deve essere fatta a fine 2020, solo un anno scarso per realizzare qualcosa che merita davvero attenzione e partecipazione da parte della cittadinanza. Per ciò che concerne il sottopasso di via Nino dall’Oro, invece, il suo destino e’ davvero incerto: dell’opera e della sua progettazione si sono perse le tracce, con buona pace di chi questo intervento lo richiede fortemente. Ormai questa Amministrazione ha lasciato bloccati più di due milioni di euro per due anni, e questo è il punto più grave della questione!

Il solo prodotto positivo in tema di mobilità sostenibile è il finanziamento dalla Regione per la sistemazione della pista ciclabile di via San Colombano, progetto ottenuto sempre in eredità del passato.

Sui temi ambientali il nostro impegno in Consiglio Comunale non si fermerà: proveremo a dettare i temi dell’agenda politica delle opere pubbliche, anche se conosciamo le lentezze di pensiero e di decisione di questa poco attenta Amministrazione.

Un’altra sfera su cui questo 2019 ci vedrà sicuramente in prima linea sarà la questione Lavoro: questa Amministrazione ha già licenziato molti lavoratori, spesso – pare – perché non in linea con le idee politiche della Giunta. Basti ricordare le impiegate del portierato, la sostituzione priva di motivo dell’addetta alla biglietteria del Teatro alle Vigne (sostituzione tra l’altro venduta dal nostro purtroppo Vicesindaco come un rinnovamento), fino ad arrivare alla questione delle lavoratrici delle mense scolastiche, ancora vessate dall’incapacità di questa Amministrazione di imporsi.

Scuola: il nostro impegno per una città a misura di bambino

Alla vigilia di s. Lucia è arrivato il regalo più bello che stavamo aspettando: la sentenza del Tribunale di Milano che ha condannato il Comune di Lodi per discriminazione a proposito del Regolamento per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate. E con quali motivazioni? Le stesse che avevamo sollevato in Consiglio comunale nell’ottobre del 2017.

Nel frattempo il Comune ha sborsato migliaia di euro di spese legali e ha deciso di ricorrere in Appello perché il Sindaco ha dichiarato di essere ancora convinta che quel provvedimento fosse giusto. Però la cosa importante è che ora le famiglie extracomunitarie sono tornate a pagare i servizi scolastici secondo ciò che prevede il loro ISEE, non più la tariffa piena, e che le loro difficoltà sono state risolte. Ora sarebbe auspicabile ripartire da questa sentenza con la volontà di lavorare per mantenere coesa la comunità cittadina, ma soprattutto con la disponibilità ad incontrare e conoscere da vicino queste famiglie, in modo da non parlare di loro solo per sentito dire. Il Sindaco e il nuovo assessore al Welfare dovrebbero mettere in agenda questi incontri. Questo è quanto abbiamo consigliato durante il Consiglio Comunale di dicembre, ma purtroppo anche in quell’occasione si è  registrato un atteggiamento tra l’opaco e il maldestro. In Senato discutevano di bilancio senza conoscere il documento e noi nel nostro piccolo discutevamo di ricorso in appello, senza sapere che la Giunta aveva già deliberato questa decisione la sera prima e che non ci aveva fatto pervenire la delibera n. 150 ma solo la  n. 151. Lo abbiamo scoperto alle 2 del mattino quando la delibera n. 150 è apparsa improvvisamente fra le nostre mail. Sul tema mense, insomma, la nostra battaglia non si fermerà.

Nel frattempo ci piace continuare a pensare al bene dei bambini in ogni aspetto della vita cittadina, per costruire una Lodi a misura dei più piccoli. In tal senso, vorremmo offrire la nostra disponibilità all’Amministrazione per riprendere seriamente l’esperienza del pedibus. Troppe auto davanti alle scuole la mattina, troppi gas di scarico, troppo traffico. Ora che all’Assessorato al Welfare c’è una ex maestra che ha attivamente collaborato in passato per realizzare il pedibus, ci auguriamo che si possa ripensare a realizzare una modalità di mobilità sostenibile seppure in un piccolo settore cittadino. Presenteremo a breve una mozione per impegnare la Giunta su questa partita.

E intanto attendiamo di discutere un’altra mozione, sempre relativa alla scuola. Chiediamo di considerare per il prossimo anno scolastico alcune situazioni di difficoltà in cui vengono a trovarsi le famiglie che cambiando domicilio e non trovando posto per i figli nella scuola del nuovo quartiere, non hanno il servizio del trasporto, in quanto lo scuolabus è organizzato per quartieri. Concretamente se un bimbo che abitava in via Vecchio Bersaglio e frequentava la scuola di corso Archinti, si trasferisce in via S. Fereolo e non trova posto nella scuola del quartiere, deve continuare a frequentare in corso Archinti ma non ha lo scuolabus che nel nuovo quartiere lo può accompagnare perché da via S. Fereolo passa solo la linea per le scuole di quella zona. Ci aspettiamo che l’assessore Molinari prenda in carico queste situazioni.

 

Politiche culturali: il vuoto cosmico

Complice forse la vicinanza con Crema e Milano, Lodi non ha mai brillato per vita serale. Eppure questa Giunta è riuscita nell’incredibile compito di spegnere pure quelle poche esperienze positive che c’erano: parliamo ovviamente del Clam, che non era solo un luogo dove trascorrere una piacevole serata, ma era anche e soprattutto un centro di partecipazione giovanile, nel quale i ragazzi erano essi stessi protagonisti nel movimentare la nostra sonnolenta città. Oggi, per la cronaca, i locali dell’ex Linificio sono in affitto a 1600 euro al mese.

E restando in tema di politiche giovanili, come non citare l’inerzia dell’Amministrazione rispetto alle nostre sollecitazioni sulla manutenzione dell’aula studio e sull’apertura serale della biblioteca? Su questi temi non smetteremo di tenere vigile l’attenzione e di sollecitare ancora e ancora, finché sarà necessario, Sindaco e Assessori.

Sappiamo poi di tante, tantissime associazioni che sono state penalizzate dalla Giunta, venendo di fatto “sfrattate” dai locali che utilizzavano per via degli affitti proibitivi loro imposti. Nostro obiettivo quest’anno sarà incontrare queste associazioni, ascoltarle, discutere assieme di possibili strade da intraprendere per sollecitare l’Amministrazione a metter fine ad un atteggiamento punitivo nei confronti di chi dedica il proprio tempo in modo volontario ad attività utili alla città. Non sarà facile, perché conosciamo bene la diffidenza che c’è in questo momento nei confronti della politica; ma è un nostro dovere provarci, anche per convincere i nostri concittadini che è proprio la politica che risolve i problemi.

Tema Università: il nulla. Nella passività dell’Amministrazione, troppo impegnata nelle sue litigate interne per preoccuparsene, sembra che la città stia perdendo davvero una preziosa occasione per risvegliarsi e trarre vantaggio (economico, ma non solo) dalla presenza della nuova facoltà di veterinaria alle sue porte. Anche in questo caso, sarà nostro compito incontrare quelle realtà che in qualche modo si sono attivate, che hanno compreso l’importanza dell’Università per il territorio: dobbiamo discutere con loro, capire chi altro si può coinvolgere, e poi spingere il Sindaco e la Giunta ad attivarsi, a non perdere del tutto questa occasione.

Cultura, infine: se è vero che Lodi non ha mai brillato per vita serale, di contro ha sempre avuto un’attività culturale viva e dinamica. L’assessore Maggi, impegnato con i suoi incontri di Lodi Liberale, dedica le residue energie a celebrare meriti non suoi (il sold-out per il Capodanno a teatro, tanto per citare un esempio, si raggiunge dal 2013, e lo stesso evento dello spettacolo per la sera del 31 è un’eredità della gestione precedente) o a spendere cifre esorbitanti per offrire panem et circenses alla città in occasione di Lodi al Sole. Intanto sulla cattedrale vegetale regna il silenzio (c’è una nostra interrogazione in proposito che andrà in discussione a breve), mentre quella riqualificazione del Museo Civico negli spazi della Cavallerizza, sulla quale lo stesso Maggi in campagna elettorale ci ha spesso attaccato come se non ce ne fossimo occupati nei mandati precedenti per cattiva volontà e non per oggettive difficoltà, sembra finita in soffitta. Ah, la scoperta che amministrare è un po’ diverso da parlare…

Essere appigli solidi nella società liquida

Ho letto recentemente una bella metafora del filosofo Stefano Bonaga, che ha parlato dell’importanza dei partiti nella società liquida.

Ci muoviamo in un mondo nel quale l’incertezza è l’unica certezza, nel quale le comunità sono sfaldate e l’individualismo è l’unico paradigma, con tutte le paure che l’esser soli porta con sé. Proprio per questo dobbiamo essere solidi: i liquidi nell’acqua si perdono, mentre i solidi sono chiaramente identificabili e possono persino rappresentare degli appigli.

Ecco, noi dobbiamo essere proprio boe, dobbiamo essere un corpo solido nel mare che ci circonda: con questa ambizione era nato il PD, l’unico episodio nella storia della Sinistra nel quale si è verificata una fusione anziché una scissione. E a questa nostra vocazione dobbiamo esser fedeli.

Il nostro sarà un lavoro difficile, non possiamo nascondercelo. Ma le sfide più dure sono anche le più appassionanti.

Dobbiamo ricostruire un rapporto di fiducia con Lodi e i lodigiani, continuando a denunciare ciò che non va (ormai governa la Lega da un anno e mezzo, non possono più dirci “c’eravate prima voi”), ma soprattutto cominciando a costruire una narrazione alternativa, chiara e credibile.

E costruire una narrazione alternativa significa riuscire a creare, su tanti temi che riguardano la vita della città, una mobilitazione simile a quelle nate per il taglio degli alberi all’Isola Carolina e per il caso mense e bimbi stranieri: mobilitazioni nate grazie al lavoro dei comitati civici, delle forze politiche di opposizione e di tanti singoli cittadini.

D’altra parte, di spunti l’Amministrazione ce ne offre un bel po’: l’atteggiamento espulsivo nei confronti delle associazioni, la mancata “rivoluzione della raccolta differenziata”, i costosissimi panem et circenses offerti alla piazza al posto della politica culturale, la disorganizzazione e i ritardi nella programmazione di qualunque intervento viabilistico, la disattenzione nei confronti dei diritti dei lavoratori…

Strumenti di questo lavoro saranno il web, che ormai è uno spazio di dibattito sui temi locali ben più frequentato di qualunque incontro pubblico, ma anche la presenza fisica in città: dobbiamo tornare ad essere in piazza, dobbiamo parlare con i nostri concittadini, ascoltare i bisogni verbalizzati e quelli inespressi… e poi rimboccarci le maniche.

Buon lavoro a tutti noi!

Laura Tagliaferri – Segretario cittadino PD

 

 

Programmazione, questa sconosciuta…

L’ultima variazione di bilancio dell’anno, approvata recentemente in Consiglio Comunale, stanzia nuove risorse per investimenti in opere pubbliche, il che dovrebbe essere una cosa positiva. In realtà si corre il rischio di mettere sulla carta interventi che questa giunta potrebbe non essere in grado di realizzare con tempestività ed efficienza, viste le prove tutt’altro che positive di questo primo anno e mezzo di amministrazione, come i clamorosi ritardi dei lavori stradali, in parte sconfinati sino alle prime gelate di tardo autunno e in parte rinviati all’anno prossimo.
Il punto è che i soldi non sono il vero problema da risolvere: non lo sono stati sino ad ora, grazie alla solidità del bilancio lasciata in eredità dal centrosinistra, e ancor meno lo saranno d’ora in avanti, con i vincoli di spesa destinati ad allentarsi sempre più ed il severo regime del “patto di stabilità” che sta finalmente per essere archiviato, dopo gli anni di vere ristrettezze e difficoltà affrontati dalle amministrazioni precedenti. I soldi bisogna però saperli spendere, dimostrando capacità di programmazione e gestione. Qui invece si continua ad allungare la lista dei progetti ma si vedono davvero pochi cantieri, impegnando il settore tecnico su mille fronti che restano perennemente aperti. Per esempio, dopo due estati di assoluto immobilismo, la variazione mette sul piatto significativi stanziamenti per l’edilizia scolastica e la messa in sicurezza dei viadotti di viale Europa e di via San Colombano, oltre alla progettazione della riqualificazione di piazzale Matteotti e dell’adeguamento degli spazi dell’ex Linificio destinati all’ampliamento dell’Agenzia delle Entrate. Peccato che tutti questi interventi andranno in coda nel 2019 ad una già lunga serie di incompiute: dalla ricostruzione della piscina Ferrabini al raddoppio del sottopasso di via Nino Dall’Oro, giusto per citarne due. C’è di che preoccuparsi, perché abbiamo già visto con i lavori stradali di corso Mazzini quali possano essere gli effetti negativi di una cattiva programmazione. Restano poi da definire due temi importanti, solo vagamente enunciati nella variazione, quali il restauro dell’Incoronata ed il ripristino della Cattedrale Vegetale: anche su questi fronti, se la giunta ha le idee chiare su cosa fare e come procedere, è bene che lo spieghi alla città.

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Tassa di soggiorno: avrebbe potuto ridurre le barriere architettoniche e invece…

Uno dei primi provvedimenti assunti da questa maggioranza è stata l’abolizione della tassa di soggiorno. Una tassa che non gravava sui lodigiani e che produceva per il Comune introiti per una media di 42.000  euro l’anno. Gli albergatori ne avevano chiesto l’abolizione a causa degli oneri di personale per la gestione dell’imposta e delle relative esenzioni. Un ordine del giorno presentato dalle forze di opposizione in uno primi consigli comunali chiedeva alla Giunta di ripristinare l’imposta, dopo aver raggiunto con gli albergatori degli accordi per semplificarne l’applicazione. Ma la maggioranza votò contro. Un altro ordine del giorno chiedeva di ripristinare l’imposta, vincolando l’impiego dell’introito al finanziamento di un bando dedicato al settore alberghiero per realizzare interventi di adeguamento delle strutture in modo da poter accogliere persone con disabilità. L’idea nasceva dal fatto che in occasione dei Campionati Paraolimpici di nuoto gli organizzatori avevano lamentato criticità negli alberghi riguardo alla presenza di barriere architettoniche. Ma anche quest’altro ordine del giorno fu rigettato.
Di recente la stampa locale ha riportato alla ribalta il tema delle barriere architettoniche nelle strutture ricettive della città e gli albergatori lamentano il fatto che gli interventi da operare sulle strutture sono molto onerosi.
Ma allora perché abolire così in fretta e senza alcuna riflessione la tassa di soggiorno che avrebbe potute essere impiegata per dare un contributo a questo obiettivo così qualificante per la città?