Orari degli asili nido accorciati: ecco l’attenzione alla famiglia di questa Giunta

“Attenzione deve essere posta anche ai servizi per l’infanzia, asili nido e scuole dell’infanzia, per conciliare le esigenze famigliari e l’occupazione dei genitori lavoratori. L’amministrazione dovrà pertanto incrementare gli investimenti per questo aspetto nevralgico delle politiche sociali supportando la rete pubblica di nidi cittadini”.

Non è il libro dei sogni: è il programma elettorale della Giunta Casanova, che sembrava guardare alla concretezza di un problema importante: la conciliazione dei tempi delle famiglie. E invece non è così perché è stato modificato il regolamento dei nidi d’infanzia, che chiuderanno alle 16.30, con la possibilità di arrivare fino alle 18, solo nel caso ci siano almeno 5 iscrizioni per ognuna delle fasce intermedie (16,30-17, 17-17,30 e 17,30-18). Come hanno ben già fatto presente i genitori è complicato organizzarsi senza sapere se il servizio verrà attivato perché magari non si raggiungono le 5 iscrizioni. Ma del resto non è realistico che chi lavora possa ritirare i figli alle 16.30. Può un servizio pubblico di tale importanza chiudere così presto e porre condizioni restrittive per il proseguimento d’orario? In città tutti in nidi privati chiudono alle 18.

Abbiamo chiesto in Commissione Welfare il motivo di questo cambiamento e l’assessore ha risposto che si tratta di esigenze  organizzative e non certo di bilancio. Ma cosa significa? Nessuna risposta. Lo abbiamo richiesto in Consiglio dove è stata ripetuta la stessa cosa senza farci capire di più. Oltretutto alcuni consiglieri di maggioranza per difendere la linea della Giunta si sono improvvisati esperti di pedagogia nel sostenere che i bambini non devono rimanere troppo tempo al nido perché hanno bisogno di stare in famiglia e avere una relazione educativa individuale. Al di là di queste estemporanee e risibili considerazioni ci piacerebbe conoscere come consiglieri quale tipo di progettualità, se esiste, sta dentro alle decisioni della Giunta.

Il nido Girotondo è ormai gestito da due cooperative esterne (cosa passata in sordina e appena accennata in una commissione di qualche anno fa). Il nido Carillon avrà la stessa sorte? La scelta dell’esternalizzazione potrebbe risultare inevitabile per la sostenibilità del servizio ma è necessario che sia affiancata da un coordinamento e controllo gestiti dal Comune. E’ triste che si perda il prezioso lavoro svolto negli anni passati dai servizi sociali per organizzare i nidi secondo il sistema pedagogico denominato Reggio Children, un modello ammirato, premiato e preso ad esempio a livello internazionale e che ancora oggi ispira l’organizzazione del nido Carillon ma non il Girotondo, da quanto emerge dai video di presentazione dei nidi sul sito del Comune.

In sostanza si registra da una parte il pericolo di un tendenziale passo indietro nella progettualità pedagogica dei nidi e dall’altra un inesistente investimento economico e di risorse umane per supportare la rete pubblica degli stessi, promesso in campagna elettorale e necessario alla conciliazione dei tempi delle famiglie.

Ma desideriamo conoscere il pensiero progettuale dell’assessorato al welfare e soprattutto scoprire se esiste e lo faremo con una prossima interrogazione. 

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