Einaudi, una situazione inaccettabile

Abbiamo appreso dalla stampa, nelle scorse settimane, che sarebbe allo studio della Provincia una soluzione per l’istituto Einaudi. Da tempo ormai si moltiplicano gli appelli dei dirigenti scolastici che si sono succeduti alla guida di quella scuola, degli insegnanti e anche nostri, in quanto forze di opposizione, perché il problema davvero non è più rinviabile: dei tre plessi in cui è diviso l’istituto, i due del polo scolastico di San Bernardo sono in condizioni strutturali indegne, mentre il terzo al Cazzulani è isolato e oltretutto crea problemi di spazi alla scuola media.
L’istruzione professionale dovrebbe essere fiore all’occhiello e fulcro dell’attenzione di ogni Amministrazione provinciale, perché investire in questo settore vuol dire investire nel Lavoro per il territorio e anche nella prevenzione del disagio.
Non ci rassicura il generico “ci stiamo lavorando” del presidente Passerini, tanto più se si parla ancora di “ipotesi” rispetto agli spazi da destinare a questa scuola. Lo spostamento di un istituto non è certo faccenda da poco e se neppure si ha un’idea chiara in testa, i tempi si preannunciano lunghissimi.
Il Comune di Lodi ha messo a disposizione gli spazi dell’ex Fanciullezza, originariamente destinati ad un polo per le famiglie. Ma al di là di questa offerta non può limitarsi poi ad attendere, perché “l’affare Einaudi” non è una questione di competenza esclusiva della Provincia: qualunque soluzione riguarda inevitabilmente anche alcune scelte strategiche future per la Città di Lodi.
Dal nostro punto di vista lo spostamento al Fanciullezza non può essere assolutamente la soluzione, perché i sia pur ampi spazi di quell’edificio non consentono di accogliere tutto l’Einaudi, che si troverebbe quindi comunque spezzato su almeno un altro plesso. Si potrebbe piuttosto spostare al Fanciullezza la scuola media Spezzaferri, ma se si utilizzasse per l’Einaudi tutto il polo di San Bernardo – liberando quindi le aule occupate al Cazzulani – tale polo andrebbe comunque riqualificato da cima a fondo con un cospicuo investimento, perché le sue condizioni attuali sono davvero indecorose.
Un’alternativa praticabile sarebbe quella di spostare l’Einaudi all’ex Linificio, comodo anche per la vicinanza con le stazioni di treni e pullman; ma ciò cozza con il sogno del vicesindaco Maggi di un polo museale in quegli spazi, suggestione sicuramente interessante ma a nostro avviso esagerata rispetto alle possibilità economiche del Comune e a problemi improcrastinabili come quelli delle scuole della Città.
Terza possibilità potrebbe essere il Parco Tecnologico Padano, ma pare che lì il Comune voglia spostare uffici.
Qualunque scelta si faccia – e non ci è dato sapere quali siano le ipotesi e se realmente vi siano – l’auspicio è che non sia una soluzione di ripiego e provvisoria: la Provincia ha un presunto avanzo di 6 milioni di euro, quindi i soldi ci sono. Se il Comune mettesse a disposizione gli spazi, si risolverebbero in parallelo anche i problemi di due scuole medie e si darebbe finalmente una definizione d’uso chiara a luoghi chiave della Città oggi inutilizzati.

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