Il tema della pace e il silenzio della Maggioranza

Il Coordinamento nazionale Enti Locali per la pace e i diritti umani ha proposto in diverse Città, in occasione del 75esimo anniversario della fondazione delle Nazioni Unite, un ordine del giorno da portare all’attenzione e alla votazione dei Consigli Comunali per chiedere una serie di impegni da rivolgere a governo e parlamento italiano ed europeo: tali impegni vanno dalla richiesta di sostenere l’impegno dell’ONU per raggiungere il cessate il fuoco globale, ad una spinta al processo di democratizzazione dell’ONU stessa affinché istituisca un’assemblea consultiva con rappresentanti della politica e della società civile dei Paesi membri, all’adesione alla Marcia Perugia Assisi nel 2021.
Ma soprattutto – impegno locale, concreto e tangibile – si chiedeva all’Amministrazione di promuovere in Città iniziative rivolte alle scuole per la sensibilizzazione ai valori della giustizia e della pace.
Tutta la maggioranza, nel Consiglio comunale del 16 dicembre, ha votato contro l’ordine del giorno. Per quale motivo? Non lo sappiamo, perché nessun consigliere è intervenuto a motivare il suo voto, come pure la sindaca e neppure gli assessori alla cultura e all’istruzione che potevano essere più direttamente coinvolti hanno speso una parola per dire come la pensavano.
Questo significa non avere rispetto per il Consiglio Comunale come luogo del confronto democratico.
Questo significa non avere rispetto per i consiglieri dell’opposizione e ritenerli degni solo di un silenzio arrogante.
Possiamo dire che alla maggioranza consiliare non interessano i temi della pace e della giustizia? Non ci è dato saperlo, perché non hanno aperto bocca. Eppure il senatore Augussori quando era presidente del Consiglio Comunale aveva tanto sottolineato la presenza della bandiera del Tibet da lui voluta all’ingresso della sala consigliare come simbolo di difesa dei diritti umani. Eppure il vice sindaco ogni lunedì si impegna a diffondere la cultura liberale nella nostra città.
E comunque possiamo anche ammettere una posizione contraria all’ordine del giorno da noi presentato e la rispettiamo come si fa nei contesti democratici, ma quello che non possiamo ammettere è l’assoluta scortesia istituzionale delle bocche cucite che non riescono nemmeno a dibattere un’opinione contraria.
Scriveremo per le giovani generazioni delle nostra città che nel 2020 c’erano degli amministratori che un giorno sventolavano la bandiera dell’UNICEF (peraltro organizzazione dell’ONU ) e il giorno dopo ritenevano di ignorare un impegno legato proprio agli obiettivi dell’ONU.

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