Teatro alle Vigne: chiuso… non per covid

La chiusura dei teatri a seguito dell’emergenza covid rappresenta una ferita per tutti coloro che hanno a cuore la Cultura; ma la verità è che, se anche nel corso di quest’anno ad un certo punto le misure restrittive fossero state allentate e si fosse potuti tornare in scena… il Teatro alle Vigne sarebbe rimasto chiuso lo stesso, come lo è ormai da quasi un anno, e non per covid: dopo aver nascosto alla città la notizia che lo scorso 14 gennaio, a seguito di un sopralluogo dei Vigili del Fuoco, il Prefetto aveva imposto la chiusura del teatro, il Vicesindaco Maggi cerca ora di coprire i clamorosi ritardi con cui sono stati disposti gli interventi minimi necessari per adeguare la struttura. A smentirlo sono gli stessi provvedimenti adottati in questo mese di novembre, che raccontano tutta un’altra storia. Tra il 2 ed il 9 novembre, infatti, sono stati affidati 5 incarichi per interventi presso le Vigne, 3 dei quali relativi a prescrizioni impartite nel verbale redatto dai Vigili del Fuoco il 7 gennaio, il cui rispetto era quindi indispensabile per consentire lo svolgimento di attività in teatro. Per la precisione, si tratta del collaudo statico del palcoscenico e del graticcio soprastante e della riparazione della centrale di rilevazione fumi, lavori non particolarmente complicati né costosi (complessivamente meno di 14.000 euro), che l’Amministrazione ha però trascurato, arrivando anche qui (come sulla maggior parte delle questioni) in ritardo. La chiusura forzata da fine febbraio a causa dell’emergenza sanitaria si è quindi sovrapposta ad una situazione che era già fuori regola, anche se nessuno nell’Amministrazione Comunale ha ritenuto di doverne informare i lodigiani. Per di più, l’informazione è stata taciuto in più occasioni istituzionali, in particolare durante una commissione tenutasi a luglio che aveva a tema proprio il teatro. Il guaio è che tutti questi mesi, compresa la pausa estiva, non sono bastati per rimettersi in careggiata ed il nuovo stop alle attività teatrali deciso dal Governo alla vigilia delle aperture stagionali ha fornito al Comune un perfetto alibi, che la gestione delle Vigne si è peraltro affrettata a sventolare agli occhi dell’opinione pubblica, con un comunicato che a posteriori sa di urticante e beffarda presa in giro. E non è finita, perché gli altri due incarichi recentemente assegnati (anche se non direttamente conseguenti al verbale dei Vigili del Fuoco) confermano le negligenze e la trascuratezza dell’amministrazione nei confronti del Teatro. Uno, relativo al rilievo dello stato di fatto ed alla dichiarazione di rispondenza dell’impianto elettrico, è arrivato dopo quasi 5 mesi dalla relazione del responsabile del procedimento (20 giugno/9 novembre); l’altro, riguardo la manutenzione periodica di impianti, macchine e attrezzature scenotecniche, è stato deciso dopo che i termini di validità delle certificazioni precedenti erano già scaduti (per cui, se anche i teatri non fossero stati chiusi dai provvedimenti governativi, alle Vigne non si sarebbero potute tenere rappresentazioni). Da diverso tempo ascoltiamo rivendicazioni di meriti inesistenti sulla messa a norma del Teatro e accuse di presunta trascuratezza da parte del centrosinistra. In realtà, le precedenti amministrazioni hanno investito quasi un milione di euro tra il 2008 e il 2016 sul Teatro alle Vigne, di cui più di 500 tra il 2010 e il 2015 sull’adeguamento, mentre la Giunta Casanova in tre anni e mezza sta facendo fatica a portare a termine le ultime rifiniture, per di più tacendo la verità.

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