Un avanzo esagerato significa incapacità di spendere

Durante il Consiglio Comunale del 25 giugno è stato discusso il Bilancio Consuntivo 2019 del Comune di Lodi. Tramite l’approvazione di tale provvedimento, il Comune riepiloga e certifica le entrate, le spese e ciò che è “avanzato” dell’anno precedente. È un atto molto complesso, ma ricco di spunti interessanti.

Il dato politico più significativo è proprio la consistenza dell’avanzo di amministrazione: 4,8 milioni, un numero per nulla in media con gli anni di governo del centrosinistra, durante i quali gli avanzi erano solitamente di 1,2 milioni di euro. Nei tre anni di Giunta Casanova c’è stata una crescita significativa del risultato di gestione: 1,8 milioni nel 2017, 3,8 milioni nel 2018 per arrivare a 4,8 milioni nel 2019.

Ad un primo sguardo, se ne potrebbe gioire: il Comune non è in dissesto e queste risorse potranno essere usate per affrontare le conseguenze economiche dell’emergenza Covid. In realtà, dietro un numero così consistente ci sono eccessive risorse chieste ai cittadini rispetto a quello che sono state effettivamente spese: per chi ha rappresentato i nostri passati amministratori come dei vampiri è un vero fallimento.

E l’eccedenza è proprio tra quelle spese cosiddette “correnti”: quelle ripetitive, quelle che entrano con tasse e tariffe e che escono con l’erogazione dei servizi. Nel campo degli investimenti, rispetto al disastroso 2018, durante il quale (è giusto ricordarlo) è stato toccato il livello più basso di risorse impegnate per le opere pubbliche degli ultimi anni, c’è stato un miglioramento. Di questo va dato merito all’Amministrazione, ma pesano in modo decisivo i ritardi accumulati negli anni passati: si pensi agli asfalti e alla difficoltà nell’arrivare alla cantierizzazione delle opere. Alcuni interventi  si trascinano da tre anni, senza che si sia nemmeno arrivati a concluderne la progettazione esecutiva.

Insomma, a tre anni dall’insediamento della Giunta Casanova, i (non) risultati e le mancate promesse sono sotto gli occhi di tutti: troppo comodo chiedere ai cittadini di aspettare gli ultimi di due anni per dare un giudizio, confidando in uno sprint finale per la campagna elettorale. Dopo tre anni di inefficienze, ritardi ed errori clamorosi il mandato del Sindaco Casanova appare inevitabilmente compromesso. Un rimpasto di Giunta – come quello appena verificatosi con l’aggiunta dell’assessore Fanfani alla squadra – non basterà.

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