L’emergenza non aspetta

È passato un mese esatto dall’emergere del primo caso di corona virus. Da allora, le nostre vite sono cambiate e il nostro territorio, prima ancora che tutto il resto del Paese, si è trovato a fare i conti con una situazione che mai avremmo immaginato di dover fronteggiare. In queste settimane abbiamo cercato di agire sempre con responsabilità, offrendo all’Amministrazione collaborazione e mettendo da parte le divergenze politiche.

Tuttavia, ad un mese di distanza, non possiamo che constatare che questo atteggiamento di responsabilità è stato sostanzialmente unidirezionale: le forze della maggioranza non si sono mai fatte scrupoli nello scaricare sul Governo nazionale tutti i problemi e le richieste, senza mai avere il coraggio o l’onestà intellettuale di assumersi autonomamente la responsabilità delle scelte più impopolari.
Vale per i provvedimenti sui luoghi di aggregazione (quanto tempo ci è voluto per chiudere i parchi?), ma vale anche e a maggior ragione per le richieste in campo economico: ogni livello di governo deve pensare di mettere mano al portafoglio, nessuno escluso. Bene allora il Decreto Cura Italia emanato a livello nazionale e qualche settimana fa anche noi abbiamo avanzato delle idee all’Amministrazione locale per sostenere famiglie e imprese. Sindaco e Vicensindaco, invece, sono sempre stati solerti nell’invocare l’intervento del Governo ma dal canto loro, dopo essere stata più volte chiamati ad intervenire, hanno impiegato quasi un mese a prendere i primi provvedimenti.

Ad ogni modo, è bene che una parte delle proposte delle opposizioni siano state infine accolte (è stato istituito un numero verde per gli anziani, si  calcoleranno in modo più proporzionale i costi dei servizi socioeducativi e si rimanderanno alcune scadenze tributarie), ma invitiamo la Giunta a percorrere l’ultimo miglio: aumentare le rate della Tari, tagliare l’imposta sulla pubblicità e il canone sul plateatico.

In materia di assenza di confronto, poi, ci sarebbe molto da dire: solo una volta, dall’inizio dell’emergenza, il Sindaco si è sentito in dovere di riunire i capigruppo per confrontarsi con loro sui provvedimenti da adottare, in una riunione tenuta senza neanche un verbale. E non si sa quando avverrà, per via telematica, la prossima convocazione dei capigruppo.
Non solo: neppure i cittadini sembrano degni di ricevere informazioni. Di una newsletter istituzionale come quelle messe in campo in altre città nemmeno l’ombra e anche il sito è stato aggiornato a singhiozzo; abbiamo visto qualche foto della sanificazione delle strade, ma nessuno sa se verrà coperta tutta la città o solo una parte, quali zone e con quale cronoprogramma; il Sindaco sembra sparito nel nulla, se non fosse per le lettere che dovevano avere cadenza giornaliera, ma che in realtà sono assai più rade; in compenso il vicesindaco Maggi fa faville e la sua pagina Facebook personale è diventata il veicolo di informazione principale sull’emergenza. Nulla di male, naturalmente, se si utilizza anche questa risorsa; ma non può essere l’unico canale di accesso alle informazioni, altrimenti chi non usa i social o chi non è “amico” del vicesindaco rimane tagliato fuori e quello che dovrebbe essere un servizio alla cittadinanza diventa piuttosto uno spazio auto-celebrativo.

Insomma: piano piano l’Amministrazione sta adottando tutti i provvedimenti necessari a contrastare l’emergenza, ma sempre in ritardo di giorni e spesso con il bisogno di sollecitazioni esterne. Dopo aver cercato di rimpallare ogni decisione ad altri, tutto sarà anche arrivato alla fine, ma sempre “dopo”. E l’emergenza, invece, non aspetta.

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