Né catastrofisti, né faciloni

Le dichiarazioni e gli appelli più recenti di alcuni esponenti politici territoriali (e in particolare del vicesindaco, che in un recente video diffuso sui social ha invitato con forza i cittadini a frequentare i locali perché “non esiste nessuna emergenza sanitaria”) chiamano ad alcune riflessioni. Non si possono che condividere le preoccupazioni che provengono dai diversi attori economici. È giusto che tutti i livelli istituzionali contribuiscano per contenere gli effetti sul tessuto produttivo e commerciale. Effetti, ed è doveroso sottolinearlo, che si sono creati a partire da misure prese per una situazione straordinaria ed emergenziale.
Si dice che il corona virus è poco più di un’influenza. Senza entrare nel dibattito tra virologi, due cose però le abbiamo capite: è un virus che si trasmette molto facilmente e che può essere letale per immunodepressi e anziani. Queste sono state definite “situazioni già compromesse”. Così sono quando non le conosciamo personalmente, ma nella realtà stiamo parlando di nonni e nonne, di padri e madri, di affetti e parenti, di amici e conoscenti: sono, in una parola, persone. Per difendere queste persone tanti nostri concittadini lodigiani che abitano nei 10 comuni della zona rossa si trovano in quarantena. Stanno sopportando con dignità uno sforzo incredibile e noi non possiamo vanificare il lavoro che è stato fatto in questa settimana. Se non si cercasse di limitare i contagi, il nostro sistema sanitario probabilmente non sarebbe nemmeno in grado di accogliere tutte le persone che contrarrebbero il corona virus con gravi conseguenze.
Insomma, dobbiamo certamente fare in modo che le ripercussioni economiche di questa emergenza sanitaria siano le più lievi possibili, ma senza dimenticare che di un’emergenza sanitaria comunque si tratta e che la tutela della salute deve sempre venire prima di tutto. Sembra si stia cercando il modo perché le imprese lavorino anche all’interno della zona rossa: bene. Sosteniamo le attività (anche di vicinato) della nostra città. Ricordiamoci però di ascoltare le comunicazioni delle istituzioni più autorevoli, di rispettare le ordinanze e di affrontare con equilibrio la situazione emergenziale in cui siamo capitati, tutelando la nostra salute e così quella delle fasce più esposte della popolazione. Senza psicosi, ma con la dovuta attenzione.
Making an espresso.

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