Metà mandato, c’è poco da brindare

Il Sindaco Casanova, in un suo intervento di inizio anno, ha “brindato” alla nuova impronta data nella prima metà del mandato, ma la vuota propaganda non salverà Lodi dal suo lento declino. Le ferite, le lacune di cui soffre la nostra città hanno radici più o meno recenti, ma la Giunta Casanova-Maggi, invece che risolvere i problemi, spesso ne ha creati di nuovi.
Come può il Sindaco parlare di servizi “più efficienti al cittadino”, quando il nostro Comune è l’unico capoluogo lombardo ad essere chiuso per giorni  al pubblico, con un ufficio anagrafe aperto tre mattine ed un solo giorno intero?
Come può il Sindaco vantare una migliore gestione dei Servizi Sociali, quando l’abbandono del Consorzio e la nuova convenzione con l’Asp del Basso Lodigiano non comporterà alcun risparmio senza nessuna garanzia sulla qualità del servizio?
Come può il Sindaco citare come un successo la Lodi Universitaria, quando la sua Giunta non è stata in grado di garantire l’apertura del collegamento ciclabile in tempo (ad oggi non ancora concluso), ma soprattutto quando non è stata organizzata nemmeno una iniziativa per coinvolgere gli studenti di Veterinaria nella vita cittadina?
Questi sono solo alcuni esempi che segnano la distanza tra il racconto della maggioranza e la condizione reale in cui versa la città. Due anni e mezzo di amministrazione Casanova hanno significato la realizzazione di due rotonde, qualche intervento sull’edilizia scolastica, ma soprattutto lo smantellamento di molti servizi pubblici, promesse mancate, ritardi nella realizzazione delle opere, scelte ideologiche che hanno ferito la nostra comunità, l’assenza di interventi in campo ambientale, la chiusura alla partecipazione dei cittadini, alle associazioni e al territorio.
Vogliamo ricordare lo “sfratto” del Clam e della Banda, o le diecimila firme che hanno affossato il progetto di riqualificazione dell’Isola Carolina?
È davvero necessario riannodare gli annunci in ambito culturale: l’Archivio Storico e il Museo Civico all’ex Linificio, idee buttate lì, così per riempire le pagine dei giornali?
Come mai il Sindaco non riferisce ai suoi cittadini quando riaprirà la scalinata Federico II o se sarà in grado di rispettare l’impegno di diminuire tasse e imposte?
Non si può davvero rimanere in silenzio di fronte ad una amministrazione che festeggia successi, quando in una delle città più inquinate d’Italia si prevedono 40 mila euro in due anni per l’efficientamento energetico, mentre si spendono quasi 500 mila euro per eventi estivi e Capodanni, in una città che è diventata la capitale mondiale dello street food.
Lodi, il capoluogo che dovrebbe avere l’ambizione di essere l’alternativa “umana”, più vivibile e meno costosa della grande metropoli milanese, rincorre sulla manutenzione ordinaria, senza un’idea o una prospettiva.
Ciò che rimane è la sua identità, quella di una città operosa, ma dalle relazioni forti: una comunità unità e solidale. Che errore provare a dividerla, con quello stupido provvedimento passato alle cronache nazionali come “regolamento mense”, abolito dal Tribunale di Milano poiché discriminatorio. Un’onta per Lodi: la nostra amministrazione non è nemmeno riuscita a tornare sui propri passi, tenendo testardamente una posizione indifendibile.
Non ci resta che sperare che i prossimi due anni e mezzo possano segnare un’inversione di tendenza.

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