Santa Chiara, ingordigia e lavori fermi

La situazione di Santa Chiara ormai sta assumendo i contorni di una spy story, con l’Amministrazione Comunale completamente assente e per giunta in modo ingiustificato. Proviamo a riavvolgere il nastro per riassumere tutti gli eventi che caratterizzano ormai questa triste vicenda.

Si parte dal bando che escludeva i pensionati, successivamente modificato a poche ore dalla scadenza, senza alcun fondamento di legge. Infatti le norme parlano chiaro: se sei pensionato puoi ricoprire un incarico pubblico, ma senza compenso. A stabilirlo è la Legge Madia, che inquadra la condizione di non applicabilità del compenso per i pensionati designati in ruoli di amministrazione all’interno di consigli per società partecipate pubbliche o a controllo pubblico. Questa è’ la situazione della Fondazione Santa Chiara Onlus.

Questa rinuncia al compenso non era evidentemente nella volontà di chi poi è stato nominato Presidente della Fondazione e l’Amministrazione ha dunque modificato arbitrariamente il bando.

Successivamente è sorto il problema della mancanza della firma sul curriculum presentato dall’attuale Presidente. Nonostante andasse escluso dalla selezione, l’Amministrazione si è inventata una giustificazione postuma davvero surreale: la persona è una figura nota e conosciuta in città, quindi poteva anche non firmarlo.

Ma dopo questa nomina tirata per i capelli per aggirare le questioni formali, il problema del compenso si è posto nuovamente in maniera molto più pesante, bloccando completamente i lavori della Fondazione una volta concluse le nomine: si sono susseguiti infatti una serie di consigli di amministrazione sprecati in discussioni riguardanti appunto il compenso del Presidente pensionato.

Ricordiamo che il centro-sinistra non è rappresentato all’interno del CdA: con una dimostrazione di forza, infatti, l’Amministrazione al tempo aveva voluto escludere Silvana Cesani, nome presentato da 7 consiglieri su 12 dell’opposizione. Essendo quindi noi fuori dal Consiglio di Amministrazione, a dare battaglia sul tema del compenso del Presidente Sancilio all’interno di questo organo non siamo stati noi, ma parte delle stesse forze della maggioranza! Infatti il rappresentante di Fratelli d’Italia ha votato contro (assieme al rappresentante della Lista Scotti, espressione dell’opposizione in seguito all’esclusione della Cesani). Questa posizione del partito della Meloni è la dimostrazione del fatto che la questione non è una polemica strumentale, ma un problema serio evidente anche a chi sostiene l’attuale Amministrazione!

Alla fine, dopo tre consigli di amministrazione travagliati, il Presidente Sancilio alla vigilia di Natale è riuscito a stipendiarsi uscendo dall’impasse… con il proprio voto: auto-votando la propria retribuzione e rinunciando a quella non partecipazione al voto che in questi casi è considerata doverosa ed elegante, il voto a favore del compenso ha vinto con 3 voti contro i 2 contrari.

Poco prima di questo voto, lo stesso Sancilio aveva dichiarato che avrebbe interpellato l’Anac, ma di ciò non c’è traccia.

Sappiamo che possono sembrare aspetti tecnici, ma non lo sono affatto: tutto questo grottesco valzer ha rallentato pesantemente l’attività amministrativa della Fondazione, portandola a deliberare il bilancio preventivo con grande ritardo operativo.

Ad oggi, come opposizioni, abbiamo chiesto i verbali di tutti i consigli di amministrazione per vederci chiaro e adoperarci per le successive azioni, anche legali, che stiamo valutando.

Il silenzio del Sindaco, esortato più volte a prendere posizione, non fa ben sperare e la situazione di Santa Chiara sta sempre di più precipitando nell’incertezza e nel caos. L’inconsistenza del Sindaco e l’ingordigia del Presidente Sancilio formano un combinato disposto decisamente preoccupante e questo a pochissimi mesi dalla designazione del Consiglio di amministrazione della Fondazione. E’ necessaria quindi una veloce e repentina virata, questa Amministrazione deve svegliarsi e prendere una decisione per tutte.

Sveglia Sindaco, la Fondazione è patrimonio dei Lodigiani e questo dovrebbe essere il vostro slogan tanto decantato, oggi invece sembra solo un lontano ricordo.

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