Scuola: il nostro impegno per una città a misura di bambino

Alla vigilia di s. Lucia è arrivato il regalo più bello che stavamo aspettando: la sentenza del Tribunale di Milano che ha condannato il Comune di Lodi per discriminazione a proposito del Regolamento per l’accesso alle prestazioni sociali agevolate. E con quali motivazioni? Le stesse che avevamo sollevato in Consiglio comunale nell’ottobre del 2017.

Nel frattempo il Comune ha sborsato migliaia di euro di spese legali e ha deciso di ricorrere in Appello perché il Sindaco ha dichiarato di essere ancora convinta che quel provvedimento fosse giusto. Però la cosa importante è che ora le famiglie extracomunitarie sono tornate a pagare i servizi scolastici secondo ciò che prevede il loro ISEE, non più la tariffa piena, e che le loro difficoltà sono state risolte. Ora sarebbe auspicabile ripartire da questa sentenza con la volontà di lavorare per mantenere coesa la comunità cittadina, ma soprattutto con la disponibilità ad incontrare e conoscere da vicino queste famiglie, in modo da non parlare di loro solo per sentito dire. Il Sindaco e il nuovo assessore al Welfare dovrebbero mettere in agenda questi incontri. Questo è quanto abbiamo consigliato durante il Consiglio Comunale di dicembre, ma purtroppo anche in quell’occasione si è  registrato un atteggiamento tra l’opaco e il maldestro. In Senato discutevano di bilancio senza conoscere il documento e noi nel nostro piccolo discutevamo di ricorso in appello, senza sapere che la Giunta aveva già deliberato questa decisione la sera prima e che non ci aveva fatto pervenire la delibera n. 150 ma solo la  n. 151. Lo abbiamo scoperto alle 2 del mattino quando la delibera n. 150 è apparsa improvvisamente fra le nostre mail. Sul tema mense, insomma, la nostra battaglia non si fermerà.

Nel frattempo ci piace continuare a pensare al bene dei bambini in ogni aspetto della vita cittadina, per costruire una Lodi a misura dei più piccoli. In tal senso, vorremmo offrire la nostra disponibilità all’Amministrazione per riprendere seriamente l’esperienza del pedibus. Troppe auto davanti alle scuole la mattina, troppi gas di scarico, troppo traffico. Ora che all’Assessorato al Welfare c’è una ex maestra che ha attivamente collaborato in passato per realizzare il pedibus, ci auguriamo che si possa ripensare a realizzare una modalità di mobilità sostenibile seppure in un piccolo settore cittadino. Presenteremo a breve una mozione per impegnare la Giunta su questa partita.

E intanto attendiamo di discutere un’altra mozione, sempre relativa alla scuola. Chiediamo di considerare per il prossimo anno scolastico alcune situazioni di difficoltà in cui vengono a trovarsi le famiglie che cambiando domicilio e non trovando posto per i figli nella scuola del nuovo quartiere, non hanno il servizio del trasporto, in quanto lo scuolabus è organizzato per quartieri. Concretamente se un bimbo che abitava in via Vecchio Bersaglio e frequentava la scuola di corso Archinti, si trasferisce in via S. Fereolo e non trova posto nella scuola del quartiere, deve continuare a frequentare in corso Archinti ma non ha lo scuolabus che nel nuovo quartiere lo può accompagnare perché da via S. Fereolo passa solo la linea per le scuole di quella zona. Ci aspettiamo che l’assessore Molinari prenda in carico queste situazioni.

 

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