Mense scolastiche: l’odissea continua

Abbiamo parlato a lungo, nelle precedenti edizioni della newsletter, della questione dell’accesso alle mense scolastiche per i bimbi stranieri. Vediamo cosa è successo nel mese di ottobre…

 

Prima puntata: l’impossibilità di reperire documenti raddoppia

Il 17 ottobre la Giunta emana una delibera che doveva contenere le Linee Guida per l’applicazione del Regolamento. Risultato: le famiglie dovranno produrre un nuovo documento che attesta da parte della rappresentanza diplomatica l’impossibilità a reperire i documenti richiesti dal regolamento.

A questo punto la coalizione Maggi esce con un comunicato in cui dichiara di aver svolto un “lavoro di pensiero e di mediazione” fatto “in silenzio e senza clamori” per migliorare il regolamento. Infatti sostengono che “ciò che non ci convince era la concreta applicazione del Regolamento nei confronti di tante famiglie di buona volontà che non erano e non sono in grado di produrre quanto viene richiesto per oggettive difficoltà”. Rileviamo che il pensiero liberale si è dimenticato che ogni persona è di per sé soggetto di diritti, indipendentemente dalla buona volontà che dimostra. Affermare che il Regolamento non convince perché si è valutato che alcune famiglie hanno dimostrato buona volontà nell’andare a reperire i documenti e non li hanno trovati e quindi vanno facilitate, fa pensare a una sorta di paternalismo fuori tempo che lo stato democratico e di diritto ha ormai superato e non può tollerare.

E le famiglie che non dimostrano buona volontà perché non hanno potuto andare 4 o 5 volte agli uffici preposti o perché non potevano sottrarre tempo al lavoro o perché sapevano che i documenti richiesti erano introvabili o perché non potevano permettersi un viaggio nel loro Paese? Siamo di fronte a un’ulteriore discriminazione e a una strategia divisiva che differenzia le famiglie extracomunitarie. In conclusione si darà risposta affermativa solo alle famiglie che si saranno recate un’ennesima volta presso la “rappresentanza diplomatica” e avranno ricevuto dichiarazione attestante l’impossibilità per quel Paese di rilasciare le certificazioni necessarie.

 

Seconda puntata: la prima vittoria contro il Regolamento mense

Il 29 ottobre nel tardo pomeriggio, a due giorni dall’udienza per il ricorso fatto al Tribunale di Lodi da parte di una famiglia dell’Ecuador, il Comune ha accettato la richiesta di iscrizione con tariffa agevolata alla mensa del figlio, comunicando con tempismo perfetto che la domanda è accettata ma in via provvisoria. Il giorno seguente il Comune si costituisce in giudizio ma nella memoria difensiva non si dice che l’accettazione è provvisoria.

In sostanza a distanza di poche ore, il Dirigente ha comunicato l’accettazione della domanda di acceso agevolato “in via provvisoria”, mentre poche ore dopo l’avvocato del Comune che si è costituito in tribunale, delegato dalla Sindaca, ha scritto che l’iniziale decisione di rifiuto è stata rivista (senza dire provvisoriamente, quindi in via definitiva).

Ancora una volta il Comune di Lodi si muove su questa vicenda in modo contraddittorio e ambiguo: forse non sanno neppure loro cosa stanno facendo.

Ad ogni modo, questa è una piccola e prima vittoria contro il Regolamento: il Comune di Lodi ha riconosciuto che i certificati che il contestato Regolamento aveva richiesto in realtà non si possono produrre. Il Regolamento quindi è sbagliato e questa ne è solo un’altra dimostrazione.

Peccato che tutto questo sia costato al Comune di Lodi più di 6.000 euro di spese legali, oltre al tempo e ai soldi impiegati dalla famiglia per dimostrare una cosa a cui si poteva arrivare con il buon senso.

Terza puntata: il ricorso a Milano

Infine, il 6 novembre arriva la tanto attesa udienza del ricorso presso il Tribunale di Milano… La sentenza arriverà, speriamo entro fine mese. Ci auguriamo di potervi dare presto buone notizie mettendo fine, per mezzi giudiziari, a questa brutta pagina di storia locale.

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