Loro litigano, ma la città è ferma al palo

Ogni volta che ci ritroviamo in questa newsletter abbiamo la percezione che ormai il fondo, questa Giunta liberal-leghista, lo abbia ampiamente toccato e raggiunto. Ma magicamente, come sempre, tale convinzione ci viene demolita con un passo in più, un passo sempre più verso un fondo che sembra non avere mai fine e che sta trascinando Lodi – la nostra Città – in un tunnel pericoloso e buio.

Abbiamo assistito allo spettacolo indecoroso del Regolamento per l’accesso alle prestazioni agevolate (di cui abbiamo già definito i contorni tetri e pesanti nella newsletter del mese scorso). Abbiamo sopportato che Lodi fosse dipinta come una città razzista per effetto di un provvedimento che ancora oggi il nostro Sindaco non vuole comprendere. Abbiamo anche assistito però a una rivoluzione delle coscienze che ha permesso di vedere una speranza in un mare di odio che ultimamente ha preso il sopravvento sulla ragione; abbiamo assistito, non silenti ma combattivi, facendoci promotori di una costruzione concreta della sola soluzione possibile a tutto questo esercizio mediatico.

Ma gli eventi che oggi vorremmo rimettere in primo piano sono quelli relativi alla modalità assurda con cui il Sindaco e i componenti della Giunta governano la città, concentrando le loro forze non certo sui problemi di Lodi, ma sui loro litigi per conservare il potere.

Ripercorriamo i fatti. L’Amministrazione comunale vara il regolamento tanto e giustamente discusso, non ascolta i consigli di molti rappresentanti dell’opposizione sulle conseguenze che esso avrebbe portato, non ascolta nemmeno davanti a un ricorso presentato che li accusa di aver costruito un provvedimento discriminatorio. Rifiuta dapprima un confronto a fine luglio davanti a una delibera di iniziativa consigliare a firma di tutta l’opposizione in cui si chiedeva la sospensione del regolamento stesso. Prosegue nelle settimane seguenti con la sua chiusura: nessun dialogo vale per la Giunta che si è definita “dell’ascolto”. Finché, ad un certo punto, non possono fare altro che cedere davanti all’insistenza e finalmente la delibera di sospensione arriva in Aula! La precede una lettera della compagine liberale che definisce il Regolamento iniquo, adducendo peraltro il fatto che non è possibile pretendere ciò che è oggettivamente impossibile ottenere. Della serata conoscete il risultato, se ne esce con un voto contrario alla sospensione e l’approvazione delle linee guida che di fatto mettono in capo al Dirigente tutta la irresponsabilità di questa Giunta.

Da questo momento in avanti si scatena la tempesta in questa maggioranza: come dice Ligabue, “a lui e lei che non stanno insieme neanche con la colla”. La coalizione Maggi per Lodi, dopo 22 giorni dal voto in aula, decide di soddisfare l’ego del suo piccolo leader con una lettera che mette i puntini sulle i, scatenando l’ira funesta del partito Fratelli d’Italia dell’Assessore Buzzi. L’ira dei dardiani si scatena dapprima con una lunga lettera di Dardi stesso, che definisce un pesante fardello la coalizione liberale con un passaggio davvero divertente che riportiamo: «Maggi nel suo comunicato è uscito con frasi che trasudano di uno stomachevole perbenismo, come ad esempio affermare che il suo intervento ha fatto sì che Lodi resti una città aperta, accogliente e solidale. Vuole a tutti i costi far intendere che, invece, i sostenitori del regolamento mense/scuolabus, in particolare della sua prima stesura, siano un ammasso di trogloditi, ignoranti razzisti con una visione ristretta del mondo…»

Successivamente è venuta la triste conferenza stampa di Fratelli d’Italia con l’Assessore Buzzi, che minaccia il Sindaco affermando che i propri componenti si sentiranno liberi e smarcati da questa maggioranza e definendo “rifiuti” i migranti che sono stati riportati al confine italiano dalla polizia francese. La conferenza trasudava rabbia nei confronti della coalizione Maggi per Lodi. Nei giorni seguenti è emerso che Fratelli d’Italia ambirebbe pure ad un ulteriore posto in Giunta, avendo in Consiglio peso uguale alle liste del vicesindaco.

In mezzo a tutti questi bisticci ci stanno la Lega e il Sindaco, ormai contornati da compagni litigarelli: impossibile così occuparsi della città e si passa il tempo a sedare le risse interne alla maggioranza e alla Giunta. Ormai lo scontro è costante e continuo.

Intanto la città è ferma e completamente paralizzata da una Giunta incapace e litigiosa: mancano ancora le risposte per viabilità dell’ospedale, cattedrale vegetale, asfalti con un piano partito in pieno ottobre, aziende partecipate, rapporti con il territorio, regolamento edilizio, ciclabilità, ambiente, cimiteri, sottopasso di Via Nino dall’Oro, piscina Ferrabini, Isola Carolina e tanto altro che da ormai più di diciotto mesi attende almeno un piano d’azione.

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