Lodi al Sole, mai così costosa

Tutti noi Lodigiani siamo affezionati a Lodi al Sole, ormai fa parte della nostra città.

A qualcuno piace di più, ad altri meno, qualcuno critica sempre ma si sa, ognuno ha i suoi gusti ed è difficile indovinare quelli di tutti. Anche quest’anno Lodi al Sole ha offerto numerosi e piacevoli eventi, alcuni anche di qualità.

Ma questi eventi sono costati alla collettività 222.000 euro, una cifra mai toccata in precedenza (tranne che per le celebrazioni dell’850° anniversario di fondazione della città, nel 2008), soprattutto in confronto alla media di circa 90.000 euro degli ultimi 8 anni, quando in corrispondenza della fase più acuta della crisi economica e delle finanze pubbliche anche le risorse dei Comuni sono notevolmente diminuite.

Un’amministrazione comunale può certamente scegliere di impegnare una cifra così alta per le iniziative di intrattenimento estivo (anche se si potrebbe far rilevare che con costi inferiori le passate edizioni di Lodi al Sole avevano comunque avuto un maggior numero di eventi di quelli dell’estate 2018).

Tuttavia, la cultura di una città non è fatta solo di eventi, ma anche di contenuti, esperienze e luoghi che rappresentano il valore che resta di una proposta culturale, ben al di là dello spazio di una sola serata.

Quella dell’intrattenimento non è l’unica dimensione di cui tenere conto, perché gli eventi culturali devono anche porsi l’obiettivo di stimolare la conoscenza, il confronto delle idee e la valorizzazione di tante espressioni diverse, a partire da quelle portate avanti dalle realtà locali che sono attive da tempo nella promozione culturale.

La piazza (bella, suggestiva, accogliente), non è l’unico luogo pubblico della cultura, a meno di dimenticare l’esistenza e le esigenze del Teatro alle Vigne, della Biblioteca Laudense, dell’Archivio Storico, tralasciando il Museo Civico, che richiederebbe uno sforzo economico ed organizzativo (per la  gestione più ancora che per l’allestimento) attualmente troppo complesso per qualsiasi amministrazione che dovesse reggersi solo sulle sue forze.

Una edizione di Lodi al Sole più morigerata, ma non per questo meno capace di offrire opportunità di intrattenimento e aggregazione, avrebbe senz’altro consentito di dedicare maggiore attenzione e più risorse ad esigenze concrete come l’estensione degli orari di apertura della Biblioteca (richiesta anche da molti giovani, che apprezzano molto gli spazi adibiti ad aula studio), la prosecuzione di un’esperienza positiva come quella delle produzioni delle Officine del Teatro, la permanenza in città di un Corpo Bandistico, che è stato invece costretto a trasferirsi a Massalengo per i costi eccessivi del canone di utilizzo degli spazi comunali adibiti a sede.

Senza contare che con un budget di 220.000 euro si sarebbe potuto pensare a una Lodi al Sole diffusa ben oltre la sola piazza della Vittoria, portando l’intrattenimento e la cultura in molte altre aree della città, che a differenza di quanto avveniva in passato sono state invece del tutto trascurate.

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