Un regolamento discriminatorio per tanti stranieri residenti in città

C’è un regolamento comunale, votato in Consiglio nell’ottobre scorso, che discrimina l’accesso ai servizi sociali e scolastici per chi proviene da Paesi non appartenenti all’Unione Europea, vincolandolo alla presentazione di un documento prodotto dallo Stato d’origine che attesti la situazione patrimoniale.

Ne abbiamo già parlato sulla stampa locale, ne abbiamo discusso in una serata pubblica, lo abbiamo contestato in Consiglio comunale e nel frattempo, insieme agli altri gruppi consiliari di opposizione, unitamente a Lodi Comune Solidale, abbiamo deciso di promuovere un ricorso.

Ma in attesa della sentenza, accade che le persone sulle quali si ripercuotono le conseguenze di questo regolamento, se hanno ad esempio tre figli alla mensa scolastica, invece che pagare 6,60 euro al giorno devono pagarne 15, se hanno due figli che usano lo scuolabus invece che pagare 135 euro all’anno ne pagano 315, se vogliono usufruire del nido devono pagare la tariffa piena di 570 euro. Quelle colpite sono tutte famiglie che hanno in media 3 figli, che vivono con un solo stipendio (quando c’è) e che abitano nella nostra città mediamente da 15 anni (tant’è che a volte uno dei coniugi ha già addirittura la cittadinanza italiana).

Tutto questo succede perché non riescono a produrre la certificazione che il nuovo regolamento richiede: spesso sono gli stessi uffici esteri competenti che non forniscono i dati, senza contare che molti di questi Paesi non hanno un catasto informatizzato né l’accesso ai conti bancari; inoltre, il viaggio per procurarsi i documenti costa più dei servizi che si chiedono al Comune.

C’è un disagio diffuso e ingiusto.

Ma c’è di più: il regolamento prescrive che “il Comune predisporrà l’elenco dei Paesi dove non è possibile acquisire la documentazione necessaria per la compilazione della dichiarazione sostitutiva unica (DSU) ai fini I.S.E.E.” Dov’è questo elenco? A oggi non esiste. Come può rimanere in vigore un regolamento se mancano le condizioni per la sua applicazione?

È su questo punto che si fondava la delibera presentata in Consiglio dall’opposizione, per chiedere la sospensione del regolamento finché non si chiarisca questo problema. Purtroppo, però, la maggioranza in Commissione Welfare è del tutto sfuggita alla discussione, limitandosi a recepire i pareri tecnico e contabile negativi espressi dai dirigenti. Questi pareri non ci hanno convinto e ci torneremo. Tant’è che abbiamo ripresentato una nuova delibera… vedremo se questa volta riusciremo ad evitare che la maggioranza eluda la discussione.

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