Consorzio Servizi alla Persona: nel regno dell’incertezza

A proposito del Consorzio Servizi alla Persona (quell’ente strumentale che si occupa di minori da collocare in comunità perché per loro tutela non possono più stare in famiglia, di minori in affido familiare, di anziani in difficoltà, di disabili, cioè di fasce deboli della società), abbiamo assistito a una fase di “incertezza” da parte dell’Amministrazione. È apparso chiaro come fosse volontà della Lega uscire dal Consorzio, come hanno fatto la Provincia, il Comune di S. Angelo e di Massalengo e di Codogno. Il Gruppo Maggi per Lodi invece ha dichiarato che non è opportuno che il Comune di Lodi esca dal Consorzio, in una situazione in cui non sarebbe ancora chiaro come costruire l’alternativa. All’interno della Giunta si è aperta una frattura sul tema del Consorzio e ha prevalso la linea prudenziale del vicesindaco, lasciando inalterate le cose per il 2019. Tuttavia la questione non è chiusa definitivamente: potrebbe ripresentarsi tale e quale a giugno 2019, con il rischio che si decida per un’uscita.

Ricordiamo che Il Consorzio per il Lodigiano rappresenta il frutto di un lavoro di anni in cui è stato costruito un patrimonio di conoscenze, di esperienze e di professionalità (migliorabili? Sì come tutto), di relazioni di fiducia con le associazioni e con il privato sociale, di ricerca della qualità e, perché no, anche l’ottimizzazione del rapporto costi-benefici perché la gestione associata dei servizi permette di evitare disparità e sovrapposizioni e assicura ai Comuni interventi omogenei per qualità e costi. Quando parliamo di Consorzio parliamo anche di solidarietà territoriale che permette ai piccoli Comuni di avere servizi che, se erogati in proprio, avrebbero costi insostenibili e in alcuni casi non potrebbero nemmeno esistere. Ma forse questo non importa perché la parola d’ordine è “prima i lodigiani” intesi come solo come cittadini di Lodi? In questo modo si manda in fumo anche un percorso che ha inteso e intende pensare alla città nella sua vocazione territoriale di capoluogo.

Ma perché l’Amministrazione vorrebbe che Lodi uscisse dal Consorzio? Perché pensa di poter attuare un risparmio sui costi – questo è ciò che si sente dire. Ma questo risparmio, a parità di qualità di servizio, non è stato per nulla dimostrato. E poi i servizi che funzionano non possono essere sacrificati per necessità di tagli di bilancio (tanto meno in nome di ordini di scuderia che intendono azzerare ciò che la parte politica avversa ha precedentemente costruito).

Dopo essere intervenuti sulla stampa abbiamo presentato una mozione come coalizione di centrosinistra per impegnare la Giunta a continuare la presenza del Comune nel Consorzio… vedremo cosa diranno in Consiglio.

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