Una candelina nera per la città

Il primo anno della Giunta delle città di Lodi Casanova-Maggi potrebbe essere festeggiato con una torta bianca e una candelina nera. Un compleanno triste perché ci ricorda come in un solo anno la nuova amministrazione leghista ha cercato di spegnere le migliori energie della Città soffocandone l’entusiasmo, la vitalità e imponendo scelte non condivise che hanno reso tutti più poveri: i cittadini nelle loro tasche e la Città nella sua dinamica di crescita costante degli ultimi anni.  Così è stato in quasi tutti i campi della vita amministrativa.

In quello sociale sono stati ridotti molti servizi e aumentate le tariffe. Basti pensare al pre e post scuola dove i fortissimi rincari (nonostante la promessa elettorale di abbassare i costi) hanno costretto centinaia di famiglie di Lodi (alla faccia dello slogan elettorale “prima i lodigiani”) a rinunciare a un servizio che mirava a una miglior conciliazione dei tempi di vita e lavoro.

E poi in ambito culturale: un vero vuoto. L’unica iniziativa degna di nota organizzata dall’Assessore Maggi è stata una serata sui Promessi Sposi sponsorizzata in parte da una banca non lodigiana e per 1500 euro dai cittadini di Lodi (alla faccia dello slogan elettorale “prima i lodigiani”). E’ stato cancellato il Festival culturale di maggio e sono state annullate tutte le Notti Bianche di quartiere che avevano vivacizzato San Fereolo, San Bernardo e Porta Regale, grazie anche al coinvolgimento delle associazioni dei commercianti.  Sono state aumentate le tariffe degli spazi pubblici impedendone di fatto il loro utilizzo. Il Teatro alle Vigne, che stava vivendo degli anni d’oro, è stato azzoppato: il direttore e i suoi collaboratori sono stati invitati a fare le valigie dall’oggi al domani.

In campo urbanistico si sono sentiti solo annunci: non c’è ad oggi un disegno di sviluppo e di prospettiva per la Città. La Cattedrale Vegetale (ora esaltata anche da chi ha pesantemente criticato il progetto) attende ancora la realizzazione dell’illuminazione artistica e della videosorveglianza. Nel settore dei lavori pubblici non vi è stato neppure un serio piano di asfaltatura di Lodi. L’ultimo bitume versato è stato, quasi un anno fa e in versione notturna (con dei costi ben superiori ai lavori diurni), lungo Corso Mazzini: qualche decina di metri di asfaltatura. Quel modello (efficienza e lavori di notte per non “disturbare” i cittadini di giorno) “sarebbe stato preso ad esempio per i lavori futuri” dichiararono a gran voce più esponenti della Giunta. In realtà né gli automobilisti né i cittadini sono stati più disturbati perché nessun’altra strada è stata asfaltata: Lodi è piena di buche e marciapiedi distrutti. La scalinata Barbarossa è interrotta da un anno e, dopo una denuncia pubblica del Partito Democratico, la Giunta Casanova ha annunciato che è necessario fare alcune verifiche tecniche e che prima di un anno non se ne farà nulla.

Sul bilancio, l’Assessore Sichel continua a giocare a “I sogni nel cassetto”, il famosissimo gioco di Mike Bongiorno in cui bisognava indovinare la chiave per aprire il cassetto giusto: gli facciamo gli auguri di riuscire a trovare il famoso “buco” che continua ad annunciare a ogni conferenza stampa.

Nel settore ambientale sono emerse due straordinarie perle: la prima è che il sistema della raccolta differenziata porta a porta (criticato come modello negativo e da superare) non solo non è stato abbandonato ma è stato persino rinforzato, con l’idea di eliminare anche le campane del vetro. Il risultato è la riduzione della percentuale di raccolta differenziata e un aumento della tassa rifiuti. Le annunciate fototrappole, citate ad ogni iniziativa pubblica e privata dall’Assessore Tarchini, che avrebbero dovuto debellare gli “abbandoni” irregolari in Città sono rimaste nel libro dei sogni. La seconda perla è sul parco dell’Isola Carolina: aver scelto un progetto che prevede l’abbattimento di oltre cento piante (per creare uno splendido cannocchiale sulla Città) ha avuto il merito di compattare tre quarti della Città contro questa decisione.

E poi la non capacità di guardare al futuro: l’avere svuotato il Parco Tecnologico Padano di valide competenze e professionalità ipotizzando prima l’istanza fallimentare e poi l’dea di farsi dare un contributo  (3 milioni di euro) da Regione Lombardia. Davvero un bel modo di pensare all’autonomia gestionale e progettuale della struttura. E ancora, l’Università: a Lodi si trasferirà l’intera facoltà di Veterinaria da Milano e l’amministrazione comunale non ha ancora un piano di marketing strategico per accogliere le migliaia di studenti che arriveranno.

L’elenco di questo anno nero potrebbe andare avanti per decine di pagine, tante sono le cose non fatte o, peggio, solo annunciate. Credo che la Città, guidata da una Giunta di basso livello qualitativo, corra il rischio di non cogliere alcune straordinarie opportunità (dettate anche dalla vicinanza con Milano) e di perdere una straordinaria rete di relazioni ed esperienze extraterritoriali costruite nel corso degli anni, senza colore politico, che rappresentavano un patrimonio e una eredità di tutti.

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