Casanova un anno dopo: una città ferma al palo!

È passato ormai un lungo anno dalla “rivoluzione del cambiamento” tanto decantata da questa Giunta Comunale a trazione leghista e accompagnata nel percorso dal gregario Maggi e dalle sue liste civiche. Oggi ci chiediamo dove sia finito questo cambiamento, soprattutto alla luce del fatto che le promesse della campagna elettorale, purtroppo per noi cittadini, è evidente che abbiano lasciato spazio alla mera incapacità di chi oggi ci governa.

Il Sindaco Casanova e il Vicesindaco Maggi avevano promesso, tanto per cominciare, di andare d’amore e d’accordo, salvo poi far volare gli stracci, sempre a mezzo stampa, pochi giorni dopo la formazione del nuovo Governo. Casus belli… le dichiarazioni contro la Lega Nazionale del Vicesindaco, che gli sono valse la tirata d’orecchie della Direzione Cittadina del partito Verde e che hanno scatenato la sua successiva ira. Ma di queste scaramucce, di cui francamente la città farebbe a meno, ne paghiamo le conseguenze noi cittadini di Lodi! Perché mai come oggi la città è ferma, inchiodata dalle non scelte che stanno solcando il percorso di questa amministrazione. Hanno urlato in campagna che avrebbero aperto tutti i cassetti del Comune per fare chiarezza, hanno raccontato menzogne su presunti buchi di bilancio per poi scoprire che il bilancio era in ordine, con risorse disponibili che non hanno nemmeno saputo investire sulla città.

Per contro, le poche scelte compiute sono incontrovertibilmente opposte a quelle decantate in campagna elettorale: avevano promesso il ripristino delle tariffe dei servizi scolastici, eliminando i rincari introdotti dal Commissario, e invece ne hanno diminuita solo una piccola parte; hanno promesso di rivoluzionare il porta a porta tanto sbeffeggiato e invece sono solo riusciti ad aggiungere qualche cestino, dichiarando che il sistema introdotto nel 2013 ha dato e continua a fornire ottimi risultati, consegnandoci però un futuro incerto, grazie alla chiusura di Sogir; hanno dichiarato che avrebbero promosso la Cultura e rilanciato il Turismo e si sono ritrovati a lanciare il “Gamba de Legn” trainato da mule. E ancora, hanno dichiarato che avrebbero rilanciato l’Isola Carolina e oggi rispolverano un progetto accantonato perché si accaniva sul nostro bosco con il taglio di 105 alberi su 360; hanno dichiarato che avrebbero risolto i problemi del Parco Tecnologico Padano e invece dopo un goffo tentativo di concordato in continuità hanno fatto retromarcia e guadagnato un decreto ingiuntivo che mette in seria difficoltà il proseguo dell’eccellenza lodigiana, dopo aver fatto fuggire tutti i ricercatori.

Hanno annunciato che ci sarà un nuovo collegamento ciclabile con l’Università, quando era già presente un progetto di massima che transitava dal Sandone, ma del nuovo progetto non c’è traccia alcuna, salvo però aver negoziato al tavolo lo stralcio delle risorse che sarebbero servite per collegare direttamente l’Università con la Città attraverso un passaggio in zona San Fereolo.

Hanno promesso tanto e ad oggi di risultati non se ne vedono. Intanto Lodi arranca e presto ce ne accorgeremo con l’evidenza che consegnerà a tutti noi una pessima eredità.

Come opposizione saremo pronti ad ogni battaglia, ad esprimere, nonostante i pochi spazi concessi, il nostro disappunto su questa politica inconcludente e di chiusura.

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