Ritardi e indecisione che fermano la città

La variazione di bilancio discussa nell’ultimo Consiglio comunale ha ribadito le criticità che ormai da tempo si riscontrano nella gestione Casanova: ritardi sulla manutenzione ordinaria e indecisione sulle scelte strategiche.

Infatti, per quanto riguarda gli interventi di manutenzione su scuole, strade e edifici pubblici, i soldi (che non mancano) sono stati stanziati da tempo, ma le opere faticano a vedere la luce. La programmazione estiva, per fare un esempio, è strabordata quasi a ottobre con le rotonde di via San Colombano e Viale Europa, lasciando però indietro alcuni lavori molto importanti, come la pista ciclabile o gli interventi di consolidamento sui viadotti degli stessi assi.

Sulle scelte strategiche, invece, regna l’incertezza: incerto è il futuro dell’Isola Carolina, della Sala del Commiato, del Sottopasso di Via Nino dall’Oro, della pista ciclabile Altea Trini. Quando si esce da ciò che è strettamente ordinario, la Giunta non sa che pesci prendere.

Dobbiamo comunque riconoscere un piccolo passo positivo: sono stati stanziati 45mila euro per dotare il Comune di un Energy manager, così da riprendere il percorso fatto sull’efficientamento energetico. Uno stanziamento sicuramente insufficiente, ma che comunque rappresenta per noi una piccola vittoria, perché con tutte le forze di opposizione non abbiamo mai mollato l’osso sui temi ambientali, sollecitando una Giunta spesso indifferente (e un vicesindaco che nega il riscaldamento globale) ad ascoltare le centinaia di ragazzi e ragazze scesi in piazza per il clima. Vigileremo sulla spesa e ci impegneremo per un impegno sempre maggiore.

Uscita dal Consorzio: zero risposte, e gennaio si avvicina.

Parliamo ancora del Consorzio Servizi alla Persona. Nell’ultimo Consiglio Comunale si doveva deliberare una variazione di bilancio per avere a disposizione la cifra necessaria per indire un bando relativo a una parte dei servizi che, dopo l’uscita dal Consorzio, il Comune ha deciso di gestire direttamente a partire da gennaio.

…”Direttamente”? Per modo di dire, perché comunque verranno affidati a una cooperativa esterna. Si tratta prevalentemente di servizi scolastici. Su questa questione abbiamo espresso preoccupazione, perché temiamo che non tutto sarà pronto per la ripresa delle scuole dopo Natale.

Non solo: a non farci dormire sereni è anche l’altro pacchetto di servizi che erano in gestione al Consorzio: la tutela minori e il servizio affidi. Ad ottobre abbiamo chiesto appuntamento all’assessore Sobacchi che aveva promesso per fine mese la convocazione della commissione welfare. Poi abbiamo fatto un’interrogazione per capire come sarà la nuova gestione di questi servizi e la stessa assessora ha risposto chiedendoci di avere pazienza. Nell’ultimo consiglio è arrivato l’ultimo appello alla pazienza, perché presto la commissione sarà convocata.

Siamo ormai a metà novembre, il tempo passa.

Sembra di capire, a mezzo stampa, che il Servizio Tutela minori e Affidi sarà trasferito all’Azienda Speciale di Codogno, compiendo l’ennesimo passo della perdita di centralità del capoluogo. Ma anche al di là di questo aspetto politico, come sarà gestito concretamente questo servizio, che si occupa dei bambini più fragili di tutti? Ancora non ci è dato saperlo e anche in questo caso tutto dovrà essere pronto per gennaio.

Viabilità ospedale: dobbiamo aspettare un dramma?

E’ passato oltre un mese da quando l’Asst ha dichiarato alla stampa locale di aver segnalato al Comune che, a causa della nuova viabilità davanti all’ospedale, soprattutto al mattino, le ambulanze in coda non riescono a passare, anche se in sirena.

L’assessore Tarchini ha replicato con un “faremo”. Invece è una questione su cui bisogna intervenire subito: chi si prende la responsabilità se succede qualcosa? Qui non si tratta più delle prese di posizione dei residenti o dei commercianti, tra cui si è cercato tra l’altro di costruire una guerra. Qui è l’Asst che segnala al Comune un problema di accesso delle ambulanze e non ci si può permettere di perdere tempo!

Un’idea potrebbe essere quella di sacrificare l’aiuola spartitraffico, così come un’altra idea – per quanto riguarda più in generale la congestione di veicoli nella zona – potrebbe essere quella di consentire in accordo con l’Asst, previa prenotazione, a chi deve portare in ospedale qualche anziano per esami, di accedere con l’auto fino all’ingresso laterale, per evitare le fermate in mezzo alla strada.

Noi le proposte le abbiamo, e se si dialogasse una soluzione si troverebbe. Ma l’inerzia e la chiusura al dialogo sono la cifra distintiva di questa Amministrazione in ogni ambito: vogliamo parlare della ciclabile di via San Bassiano, ridotta ormai da tempo immemore a cantiere? E del sottopasso della stazione? O ancora – il caso più emblematico – del famigerato “piano B” per la riqualificazione dell’Isola Carolina? La Giunta non ha ascoltato i cittadini e abbiamo perso un milione di euro di finanziamenti. Adesso da mesi si annuncia (e puntualmente si rinvia) un “piano B” per sistemare il parco, che però ancora non si è visto.

Questa inerzia e questa chiusura al dialogo, che per il caso dell’Isola Carolina e delle molte altre opere pubbliche in sospeso pongono un problema di decoro, nel caso delle ambulanze all’ospedale sollevano proprio una questione di sicurezza. La sicurezza quella vera, che riguarda la vita e la salute delle persone… non quella sbandierata della lotta ai venditori di rose.

trafficoospedale

Incoronata, serve chiarezza

La situazione del Tempio Civico dell’Incoronata richiede chiarezza, ma dall’assessore Rizzi arrivano sempre e solo notizie sparse e molto confuse. Nelle scorse settimane si è verificata una caduta di calcinacci all’interno della chiesa, che secondo quanto riportato dalla stampa potrebbe essere stata causata da operazioni poco “ortodosse” nel corso dei lavori di pulizia del sottotetto: rispetto a questa ipotesi l’assessore non si è neppure espressa, sorvolando su un episodio grave, che oltretutto ha avuto come conseguenza la chiusura al pubblico di un’ampia parte del Tempio. Sempre dalla stampa, si apprende poi che la mancata adozione di quelli che sono elementari accorgimenti per operazioni di questo genere avrebbe causato la ricaduta all’interno dell’Incoronata di ingenti quantitativi di polvere, senza nessuno controllo o vigilanza da parte del Comune.
La storia di questa pulizia del sottotetto è d’altra parte contrassegnata da “stranezze”: basti pensare che i lavori sono iniziati il 7 ottobre e l’affidamento dell’incarico all’impresa è stato fatto il 4 novembre. La sensazione è che sull’Incoronata la Giunta, al di là dei proclami, non abbia un orientamento preciso e prosegua con iniziative a spot… anche in modo un po’ maldestro, come dimostrano gli ultimi cedimenti.
Va bene lo stanziamento per la sistemazione delle coperture, ma ciò di cui l’Incoronata ha bisogno è un piano complessivo di riqualificazione, partendo da una seria e definitiva rilevazione di natura e consistenza dei problemi strutturali che la affliggono e che anche gli ultimi accertamenti realizzati ormai oltre un anno fa non sembrano aver completamente inquadrato.
Infine, tenuto conto che la valorizzazione turistica di questo patrimonio artistico dipende anche da efficaci servizi di custodia e assistenza ai visitatori, occorre un chiarimento sui “problemi nel pagamento” degli addetti segnalato dalla stampa, ricordando che per decisione di questa amministrazione il servizio fa ora capo ad Astem.

Isola Carolina: zero soldi e tante chiacchiere

L’amministrazione Casanova continua a produrre annunci, il più delle volte senza il supporto di atti concreti e non di rado destinati a finire in nulla. Della lunga lista di proclami sulle opere pubbliche sfornata ad ogni passaggio di bilancio in Consiglio comunale (compresa l’ultima variazione, votata l’altro giorno), la fantomatica riqualificazione dell’Isola Carolina vanta di gran lunga il primato della vuota propaganda ed è ormai diventata l’emblema dei ritardi e dell’incapacità di una giunta che su questa partita è riuscita nell’impresa storica di escludere per la prima volta Lodi dalla distribuzione dei fondi Cariplo, lasciando sul piatto qualcosa come 1 milione di euro.
Ormai ingoiato questo amarissimo boccone, la città è in attesa da oltre un anno del leggendario “piano B”, finanziato con uno stanziamento di 400.000 euro puramente virtuale, perché legato ad un mutuo che non può essere acceso finché non ci sarà un progetto approvato. Progetto che era stato (appunto) annunciato per settembre e di cui invece non c’è traccia, insieme al “percorso di partecipazione” che avrebbe dovuto coinvolgere la cittadinanza nelle scelte.
Di fronte a questo nulla assoluto (nessun progetto, zero risorse disponibili, niente cronoprogramma) non si può perciò che rimanere di stucco quando si sente l’amministrazione buttare lì all’improvvisata “l’idea” di una nuova area cani da realizzare all’interno del parco. A parte il fatto che l’area cani all’Isola Carolina era già prevista nel progetto preliminare approvato nel 2016 e poi sciaguratamente cestinato dalla nuova amministrazione per ripescare l’inviso progetto Bay, se si vuole affrontare il tema degli spazi per lo sgambamento dei cani sarebbe il caso di farlo partendo dalle zone residenziali della città che ne sono al momento completamente sprovviste (per esempio, l’Oltreadda). Purtroppo, questa Giunta ci ha ormai abituato alle uscite estemporanee per coprire la mancanza di progettualità e di capacità di individuare le priorità di intervento secondo criteri logici. Così, mentre in consiglio comunale si parla di area cani all’Isola Carolina, il parco versa in uno stato di crescente abbandono e desolazione, vittima di annunci senza capo né coda.
Per uscire da questa situazione di ambiguità, il Partito Democratico aveva presentato un’interrogazione a risposta scritta sullo stato di avanzamento della progettazione dell’intervento di riqualificazione, la programmazione dei lavori e l’organizzazione del percorso di partecipazione della cittadinanza: i termini da regolamento per rispondere all’interrogazione sono scaduti e nessuna risposta è arrivata. Dobbiamo prendere atto dell’ennesimo annuncio che cade nel vuoto.

Programmazione? Questa sconosciuta

Era la fine di settembre quando il nostro capogruppo Piacentini denunciava la pericolosità del cantiere della pista ciclabile di via San Bassiano: lavori abbandonati, tombini e scolo in rilievo, con il rischio di inciampare e cadere, jersey di plastica buttati a caso… un vero disastro, nel totale assenteismo dell’Assessore ai Lavori Pubblici (a breve protagonista di Chi l’ha visto?).

Dopo la nostra segnalazione, l’Amministrazione comunale ha preso atto della pericolosità della situazione e… la risposta quale è stata? Recintare tutto! Guardandosi bene, naturalmente, dal completare il cantiere.

Abbiamo già detto in mille occasioni che purtroppo l’assenza di programmazione è la cifra distintiva di questa Giunta: basti citare la rotonda di Via San Colombano, completata a scuole ormai aperte e ancora priva di segnaletica; o le ambulanze ferme in coda alle 8 del mattino per il traffico in zona ospedale, dopo la disordinata rivoluzione della viabilità; o l’Archivio storico è stato chiuso senza un’idea di dove spostare la documentazione (ora, a distanza di mesi, c’è il progetto fumoso di traslocarlo all’ex Linificio, ma chissà se e quando andrà in porto).

72247159_10220832979363998_3383492527603580928_nPer quanto riguarda le ciclabili, però, il rischio conclamato di questa assenza di programmazione è quello di perdere i finanziamenti! Infatti il progetto di COLLEG’ADDA deve essere concluso e rendicontato entro il 2020, pena l’esclusione dal finanziamento, che per Lodi significa 990.000 €!

D’altra parte, questa Giunta è piuttosto esperta in materia di occasioni di finanziamento mancate: è una storia già letta a proposito dell’Isola Carolina, quando è stato perso un milione di euro di fondi emblematici Cariplo per l’incapacità della Giunta di ascoltare i cittadini che chiedevano di non tagliare gli alberi. Il risultato? Il parco è lì, nell’abbandono e nella desolazione più totali.

 

 

Vigili in aula consiliare: lo stile di questa Giunta

Durante l’ultimo Consiglio comunale è successo un fatto molto grave.

I consiglieri Laura Tagliaferri e Francesco Milanesi hanno invocato una mozione d’ordine per ottenere chiarimenti su alcune irregolarità procedurali nelle nomine del CdA di Santa Chiara; il Presidente Cerri non ha concesso loro la parola, i toni si sono fatti più veementi – nulla che non sia accaduto in mille altre occasioni – e l’atmosfera in aula si è un po’ scaldata.

Solo che stavolta, poiché ciò che i due consiglieri volevano segnalare dava particolarmente fastidio alla Giunta, il Sindaco e gli Assessori hanno iniziato ad inveire contro il Presidente affinché li espellesse; Cerri, che certo non brilla per fermezza nella conduzione del Consiglio, ha perso la calma e ha chiesto alla Polizia locale di entrare in aula per allontanarli.

Dieci minuti dopo, rendendosi conto di aver compiuto un grave abuso, li ha fatti rientrare scusandosi per l’accaduto e pure nei giorni seguenti è intervenuto sulla stampa locale sperticandosi in richieste di perdono. Il tutto, nel cinico silenzio generale della Giunta, che pure l’aveva spinto a compiere quel gesto (uno degli assessori si era persino alzato per chiamare personalmente i due vigili!), salvo poi abbandonarlo quando ne è emersa pienamente la gravità.

Abbiamo depositato un esposto al Prefetto per denunciare quanto accaduto; si tratta infatti di un gravissimo attentato alla libertà di parola di chi sta esercitando un mandato politico, di un abuso inquietante e ingiustificato della forza per ostacolare il confronto democratico. E questa è una cosa che non deve avvenire più; ne qui, né altrove, né ora, né mai.