I detrattori della piscina oggi fanno un passo indietro

Nell’ultimo consiglio comunale è andato in scena un copione che ormai si sta ripetendo spesso: davanti alla delibera di Consiglio relativa al settimo rinnovo dell’accordo modificativo della Faustina con il Banco BPM, i vecchi detrattori del progetto della piscina coperta hanno finalmente riconosciuto la bontà delle scelte fatte in passato. Sì, perché – seppur quanto si stava discutendo fosse una questione meramente tecnica – alcuni consiglieri hanno voluto dare sfoggio della loro ignoranza sul tema, compreso il Sindaco che ha usato definizioni improprie per descrivere quanto oggi invece sta funzionando in modo egregio.

Già dalla commissione era emerso come nemmeno l’Amministrazione sappia e conosca quello che gestisce; infatti, in quella seduta, abbiamo udito delle bestialità pronunciate da qualche consigliere e dall’assessore Sichel che ci hanno davvero lasciato senza parole. Secondo Sichel, gli utili prodotti nel 2018 da Sporting Lodi erano di 80.000 € e questo lo ha raccontato per più di mezz’ora di commissione, salvo poi doversi correggere e affermare che gli utili erano 9.000 €. In aggiunta a tale strafalcione, possiamo testimoniare che lo stesso assessore era fermamente convinto che tali utili fossero divisi a metà tra i soci, ossia Astem Spa e Sport 64. Peccato che la realtà sia differente: la natura della società Sporting Lodi NON permette la distribuzione degli utili, ma prevede da statuto che questi siano reinvestiti nella struttura, trattandosi di una società sportiva dilettantistica.

Tutte queste affermazioni sono state riportate in Consiglio comunale, proseguendo con una descrizione che non aveva alcuna attinenza con la realtà; i nostri interventi sono stati allora necessari per raccontare la situazione come è veramente. Oggi la piscina coperta, quella piscina nata dal project financing del 2009, è una struttura che produce utili chiaramente esigui, poiché le risorse sono costantemente reinvestite nella struttura stessa, ha un fatturato di oltre 2 milioni di euro, un numero impressionante di iscritti alle attività e un solido patrimonio di risorse accantonate per rischi che permette una gestione tranquilla e serena della società stessa.

Se questo può sembrare già tanto per una struttura che, stando alle parole del Vicesindaco e del Sindaco ai tempi in opposizione, sembrava dovesse fallire il giorno dopo l’apertura, aggiungiamoci pure il fatto che la società Sporting Lodi ha investito nella struttura stessa per portarla ad un livello di efficienza, ad esempio energetica, che non ha pari in Italia. Infatti, con il prossimo intervento di installazione di un fotovoltaico collegato al cogeneratore installato lo scorso anno e con l’avvio nel 2016 del teleriscaldamento, la piscina risulta quasi a consumo zero, ovvero l’energia di cui necessita per funzionare verrà quasi totalmente prodotta dalla struttura stessa.

Non solo, nel corso del tempo la linea credito IVA della Sporting Lodi è passata da più di 400.000 € a 100.000 € nel corso di tre anni e andrà probabilmente estinta nel prossimo 2020. Questo è stato possibile grazie agli investimenti prodotti e portati a termine nel corso del tempo, che sono risorse frutto dell’ottima gestione!

Alla fine anche gli storici detrattori hanno dovuto ricredersi: oggi la piscina produce utili, paga le rate del mutuo, paga le forniture, paga i fornitori, paga gli istruttori, fornisce alla cittadinanza un servizio e non è fallita come tanti hanno gridato nel corso del tempo. Ci vorrebbe un briciolo di onestà intellettuale per affermare che quanto paventato in passato è stata solo propaganda politica priva di reale conoscenza e di effettivo riscontro.

Per quanto ci riguarda, come Partito Democratico, abbiamo deciso di votare a favore del settimo accordo modificativo, perché la piscina oggi rappresenta un servizio che riteniamo fondamentale per un capoluogo di provincia come Lodi (considerate che molte persone arrivano da Pavia per allenarsi nella nostra struttura). Stiamo aspettando che tutti i detrattori si accorgano delle correttezze delle scelte passate; agli stessi chiediamo anche di raccontarci quali scelte avrebbero fatto loro negli anni scorsi, perché abbiamo ascoltato tante parole nel tempo, ma mai una proposta concreta.

“Monnezza” lodigiana, tra promesse e realtà

Estate: la gente è in giro, passeggia di sera tra le vie del centro storico, va a mangiare un gelato o a bere una birra… tra cumuli e cumuli di spazzatura.
E’ questo il risultato del nuovo calendario della raccolta rifiuti in centro storico.
Il “salotto dei lodigiani” merita di meglio, riconoscere un’eccessiva leggerezza e correggere l’errore è l’atto più di buonsenso che possa fare la Giunta.
Per ridurre i costi del sevizio, l’Amministrazione ha deciso di spostare la raccolta alla mattina. Il risultato è un centro storico colmo di “monnezza” per tutta la notte: circa 12 ore di esposizione totale, dato che alle 19 si vedono i primi sacchetti e alle 8 del giorno seguente il giro non è ancora finito. Una scelta controproducente, se si considera che l’obiettivo dichiarato era il miglioramento del decoro urbano, mentre oggi c’è il rischio reale di un problema di igiene.
Inoltre, se tornano alla mente le parole del Vicesindaco Maggi, che in campagna elettorale prometteva l’eliminazione delle campane del vetro, la raccolta rifiuti notturna e la pulizia strade senza lo spostamento delle auto, il tutto entro 30 giorni dall’insediamento, non si può non pensare a una presa in giro dei cittadini. Le campane del vetro sono ancora lì, l’orario della raccolta è stato spostato con conseguenze più che discutibili e sono state date centinaia di multe per la pulizia strade. Un palese disattendimento degli impegni presi di fronte agli elettori.

 

Due anni dopo, una città sempre più chiusa

Sono passati due anni dalla vittoria della coalizione liberal-leghista a Lodi ed è il momento di trarre un bilancio di questa prima fase del mandato. Ecco, è sufficiente una sola parola per farlo: CHIUSURA.

– CHIUSA la partecipazione del Comune di Lodi al Consorzio per i Servizi alla Persona, ovvero quella realtà territoriale che permetteva di gestire in modo unitario nel Lodigiano l’assistenza ad anziani, disabili e minori in difficoltà, in un’ottica di solidarietà tra Comuni grandi e piccoli;

– CHIUSA l’esperienza di SOGIR, la società – pure questa territoriale – per la gestione unitaria della raccolta rifiuti, nata anche nell’ottica di proteggerci dalle infiltrazioni mafiose (ricordiamo, qui nel Lodigiano, Italia 90?);

– CHIUSE le mense scolastiche ai bambini stranieri. Cioè, ora sono aperte, ma c’è voluta una sentenza del tribunale;

– CHIUSA qualsiasi disponibilità all’ascolto nei confronti delle richieste dei cittadini, che in più di 10mila chiedevano di non tagliare cento alberi all’Isola Carolina. Anche in questo caso, gli alberi non sono stati tagliati, ma solo perché, grazie alla mobilitazione della gente, la Fondazione Cariplo non ha assegnato i finanziamenti necessari al Comune;

– CHIUSA la ciclabile Altea Trini (Lodi-Boffalora); CHIUSA la scalinata Barbarossa; ancora CHIUSA dopo tre anni la piscina Ferrabini; #CHIUSA la prospettiva di rifacimento del sottopasso ciclopedonale della stazione, già finanziato…

– CHIUSO l’Archivio storico, che contiene tutto il passato della nostra città;

– CHIUSE lo scorso autunno tante strade, ad ottobre inoltrato e scuole aperte, per… gli “asfalti estivi”, perché i lavori sono stati assegnati in ritardo. Con tutto il caos di traffico che ne è seguito;

– CHIUSI fisicamente gli uffici comunali: sono stati ridotti gli orari per l’accesso al pubblico;

– CHIUSA ogni attenzione alle esigenze delle famiglie e dei più fragili: confermati i rincari per il trasporto disabili, aumentata la tassa rifiuti per le famiglie;

– Ancora CHIUSA la ciclabile verso l’Università… anzi, per dirla tutta, CHIUSO qualsiasi rapporto tra la neoarrivata Università e la città, qualsiasi tentativo di far vivere Lodi alle centinaia di studenti giunti qui per il trasferimento della Facoltà di Veterinaria: i lodigiani non si sono accorti dell’arrivo di questi ragazzi, e probabilmente gli universitari non si sono accorti che a Lodi c’è qualche forma di vita;

– CHIUSO al pubblico l’evento inaugurale di Lodi al Sole 2019: un concerto di piano sul bell’isolotto Achilli… finanziato dal Comune, con tanto di pianoforte fatto calare in elicottero, ma riservato a solo 100 inviti ristretti. I cittadini qualunque, i “non invitati”, vadano a mangiar le salamelle alla sagra dello street food;

– CHIUSI gli spazi per tante associazioni, a cominciare dalla banda cittadina;

– CHIUSO il Clam, centro di aggregazione gestito DAI giovani PER i giovani. I suoi spazi sono stati messi in affitto… alla bellezza di 1600 euro al mese (non è una battuta, vorrei capire quale associazione se li può permettere. Guarda caso sono sfitti);

– CHIUSA ogni attenzione all’aria CHIUSA della nostra città: multati gli attivisti di Friday4Future (sì, multati! Per dei volantini con “consigli ecologici” affissi ai semafori…) e bocciata la nostra proposta di inserire tra le nuove assunzioni del Comune una persona che si occupi di azioni concrete per migliorare la qualità dell’aria. D’altronde, abbiamo un vicesindaco che nega le cause umane nel riscaldamento globale…

La chiusura è la cifra più evidente di questa Amministrazione. In questi due anni non abbiamo fatto sconti nella nostra opposizione, ma ora è il momento di una svolta: alla città sempre più chiusa, triste, provinciale, noi opporremo le nostre idee per una Lodi aperta, viva, proiettata al futuro.

Lodi esce dal Consorzio: approssimazione e incertezza totali sul futuro

Il Consiglio Comunale del 27 giugno ha deliberato l’uscita del Comune di Lodi dal Consorzio servizi alla persona, l’ente che, detto in modo semplice, gestiva dal 2005 per 62 comuni del Lodigiano, diversi servizi di natura sociale come ad esempio la tutela dei bambini che devono essere allontanati dalla famiglia, gli affidi familiari e l’assistenza nelle scuole per bambini con diversi tipi di disabilità. Quando 15 anni fa questi servizi ed altri passarono dalla sanità locale (allora USL) ai Comuni, venne effettuata la scelta del “mettiamoci insieme” da parte degli amministratori locali. Perché? Per attuare una politica di solidarietà e di sussidiarietà territoriale in modo da erogare servizi per tutto il territorio che avessero la medesima qualità e i medesimi costi. Tali servizi comportano diverse figure professionali e un coordinamento che un Comune da solo non si può permettere e la scelta di consorziarsi permette inoltre di avere delle tariffe fisse per questi servizi, ribassate rispetto a quelle reali, grazie alla quota sociale che ogni Comune eroga al consorzio e ad alcune quote specifiche per alcuni servizi relativi ai minori.  Il Consorzio per il Lodigiano rappresenta il frutto di un lavoro di anni in cui è stato costruito un patrimonio di conoscenze, di esperienze e di professionalità (migliorabili? Sì, doverosamente come tutto), di relazioni di fiducia con le associazioni e con il privato sociale, di ricerca della qualità e, perché no, anche l’ottimizzazione del rapporto costi-benefici, perché la gestione associata dei servizi permette di evitare disparità e sovrapposizioni.

Tutto questo è stato azzerato per fare cosa? Non si sa: Si è chiesto al Consiglio comunale di pronunciarsi sull’uscita senza sapere per dove si incamminerà il Comune di Lodi. Solo ipotesi nebulose e per ora senza consistenza. Forse nemmeno alle assemblee di condominio si chiede di cambiare amministratore senza avere l’alternativa pronta. Qui invece per servizi di estrema delicatezza si decide di recedere senza alcuna alternativa concreta. Ci avevano promesso un’analisi costi/benefici ma non è arrivato nulla. Si dice soltanto che in altri Comuni (quali?) gli stessi servizi sono erogati meglio o con le stesse modalità (come?) senza Consorzio. E anche la parte della Giunta che fa capo al vice sindaco e che era meno propensa a questa uscita, alla fine si è convinta. Sulla base di che cosa? Non ci hanno risposto.

Siamo nell’approssimazione più assoluta e si naviga a vista.

Elezioni europee, qualche buona notizia

Bandiera-UEIl risultato delle elezioni del 26 maggio dimostra che sicuramente c’è ancora molto da fare per sconfiggere l’avanzata delle destre, però il Parlamento Europeo avrà una maggioranza europeista e questo, in fondo, è ciò che conta. A livello politico il PD tiene e si conferma come la vera alternativa al centro-destra, visto il crollo dei 5 stelle.
Anzi, rispetto alle politiche del 2018, che ci avevano lasciato frastornati e confusi, siamo a livello nazionale in decisa ripresa: merito della capacità del segretario Zingaretti di fare squadra e della costruzione di una lista ampia e plurale, resa possibile anche dal Manifesto di Calenda.
Il modello a cui dobbiamo puntare e dal quale dobbiamo prendere esempio è Milano, che anche in questa tornata elettorale si conferma città viva, frizzante, aperta, inclusiva, proiettata al futuro: sia politicamente che nella costruzione, a medio termine, di un’alternativa amministrativa, la nostra “vicina di casa” dev’essere modello e fonte di ispirazione per noi.
Ad ogni modo, per quanto riguarda il dato locale, c’è sicuramente la soddisfazione nell’aver sfiorato qui a Lodi il 28% dei consensi, un dato nettamente più alto di quello nazionale (23%) e che in città ci vede in crescita rispetto alle politiche 2018 (25% a Lodi). Anche in questo caso, l’unione fa la forza e sicuramente ha giovato la pro

ficua collaborazione tra il PD e le anime civiche che camminano con noi, oltre alla presenza di una valida candidatura locale.
In questo senso, non possiamo che ringraziare di cuore Tina Lomi per la generosità e la passione con cui si è messa al servizio di questa campagna elettorale: sapevamo che per un territorio piccolo come Lodi l’elezione era veramente difficilissima, ma il risultato in termini di preferenze nettamente al di sopra di qualunque aspettativa (quasi 3000 persone hanno scritto il suo nome!) è la dimostrazione e il riconoscimento di tanti anni di impegno politico e sociale per la nostra comunità.

Università, questa sconosciuta

Non molti in città se ne sono resi conto, ma da ottobre 2018 l’attività didattica della nuova sede della Facoltà di Veterinaria è cominciata a pieno regime. Un trasferimento di importanza strategica per la nostra città, portato a termine dopo una complessa gestazione ventennale, con l’ultimo (e difficile) aggiornamento dell’Accordo di Programma avvenuto nel maggio del 2015.

Le immagini dello splendido progetto di Kengo Kuma che per anni abbiamo visto solo sui giornali, oggi sono diventate un Polo animato da circa 2500 studenti.  Non solo, anche un servizio per i giovani di Lodi, che a decine riempiono le aule studio dell’Università.

Spesso in politica i fallimenti diventano dei pochi e i successi di tutti, ma è doveroso sottolineare che in una cornice variegata di attori istituzionali, chi ha creduto che il futuro della nostra città fosse nel sapere e nella ricerca sono sempre stati i vari amministratori che hanno animato le Giunte comunali e provinciali di centrosinistra sin dagli anni ’90.

Se vi state chiedendo cosa invece abbia fatta la Giunta Casanova per l’Università, la risposta è… BOH! Per l’inizio dell’anno accademico hanno effettivamente potenziato il servizio di navetta, ma la pista ciclabile annunciata prima per ottobre 2018 e poi per l’inizio del  2019 non ha ancora visto la luce, nonostante ci fosse un progetto pronto dal 2016 che si inseriva nel Piano Colleg’Adda. Si è scelta una strada più difficile, che si è dovuta sostenere tramite il dirottamento dei fondi del Patto per la Lombardia (un’operazione che aveva messo in discussione la quota provinciale di contributo per il Polo Universitario). L’ennesimo rinvio è solo di un paio di settimane fa, che ha spostato la possibile inaugurazione a luglio, a lezioni abbondantemente concluse.

Senza considerare il fatto che nulla è stato fatto per provare ad inseguire il sogno della “città universitaria”: il Comune ha lasciato il compito esclusivamente ai privati, i quali, con qualche tentativo meritevole, hanno provato a colmare l’assenza di un ente che coordinasse le attività. Impegnata nell’organizzazione di Street Food, l’amministrazione non ha fatto nemmeno un’iniziativa per provare a coinvolgere gli studenti nella vita cittadina. In questi giorni è stato presentato in Comune un Piano Integrato d’Intervento per l’edificazione di un noto supermercato in centro città. Potrebbe essere l’occasione per inserire degli alloggi ad affitti convenzionati, vedremo se verrà colta…

AAA Cercasi assessore allo Sport

Dopo due anni di amministrazione Casanova-Maggi e a poco meno di 5 mesi dal giro di boa, i cittadini dovrebbero pubblicare un serio annuncio: A.A.A. Cercasi Assessore allo Sport! Ebbene sì, perché questa delega, oggi affidata alle cure del Vicesindaco Maggi, risulta sempre più trascurata, per lasciare spazio alle sagre della salamella, che il nostro internazionale personaggio pubblico ama definire street food.

In due anni, il Vicesindaco sullo sport non è stato capace di combinare nulla di nuovo, di portare alcuna novità o di apportare anche solo una seppur minima modifica positiva all’impianto sportivo del Comune di Lodi. Si è però distinto per aver aumentato le tariffe di affitto per le strutture in gestione al Comune, con rincari sostanziali che hanno messo in seria difficoltà le associazioni sportive, ma anche le grandi società come l’Amatori Wasken Lodi.

A noi però piace parlare con l’evidenza dei fatti e quindi procediamo a un breve ma esemplificativo elenco delle manchevolezze dell’Assessore alla poltrona. In campagna elettorale e anche prima, si era contraddistinto per un grande attivismo nei confronti del degrado della Cascina Faustina, degrado che dopo due anni di amministrazione è esattamente ancora nelle medesime condizioni! Ci chiediamo se al tempo, quando parlava di rischio salute per i bambini che frequentavano la struttura, si trattasse solo di un rischio da campagna elettorale oppure se parlasse seriamente.

Passiamo poi al progetto di recupero della vecchia piscina coperta. Dopo aver commentato come dannoso e inutile il progetto della precedente amministrazione, oggi il nostro Vicesindaco non è stato ancora in grado di presentare una e diciamo UNA proposta, condivisa o meno con le società sportive. Totale menefreghismo e assoluta mancanza di assunzione delle proprie responsabilità hanno portato l’assessore allo sport a prestare molta più attenzione alla Rassegna di Lodi al Sole, producendo una spesa fuori misura senza comprendere le reali esigenze della città.

Passiamo alla pista di atletica: anche in questo caso il nostro Vicesindaco si è completamente scordato di quell’esigenza. Forse oggi a bilancio sembra comparire qualcosa, ma speriamo non siano solo promesse come per tutto il resto.

Quanto al programma elettorale, a metà percorso non c’è traccia della Consulta dello sport, tanto decantata dal Vicesindaco, che oggi non ha ancora nemmeno visto una convocazione. Si sa però che il nostro liberale non è molto incline al confronto, a meno di non dichiararsi fin da subito d’accordo con la sua azione amministrativa.

Passiamo alla volontà di riqualificare l’ex campo federale, di proprietà del Coni: non abbiamo nemmeno evidenza che il Vicesindaco abbia mai scritto nero su bianco ai diretti interessati la volontà di questa amministrazione di prendersi carico di questa struttura. Prevediamo che anche in questo caso rimarrà lettera morta.

Quanto alla promozione di eventi di caratura internazionale, il suo assessorato centrerà un bel punto con la terza edizione degli USIP World Police Games a settembre, quando a Lodi si svolgeranno le gare relative al nuoto proprio in quella struttura tanto contestata dal Vicesindaco. Struttura voluta dall’Amministrazione di centrosinistra, struttura che oggi è in grado di sostenersi economicamente e che anche il Vicesindaco stesso è stato costretto ad ammettere e riconoscere quale luogo di eccellenza sportiva natatoria. Chissà se il nostro Maggi ricorda le tante e inutili parole spese sul bacino insufficiente di questa piscina… parole rimangiate anche durante una visita dell’Assessore Regionale allo sport.

Non ci dobbiamo nemmeno scordare come il Vicesindaco sia stato costretto a fare retromarcia anche sul pagamento dell’ingresso al parco Belgiardino. Dopo il lavoro minuzioso di ricerca e dimostrazione della sua inconsistenza da parte del Partito Democratico, associata alla grande partecipazione della raccolta firme, il Vicesindaco ha tolto il pagamento dell’euro di ingresso. Grande conquista per tutti i lodigiani e grande sconfitta per il nostro assessore. Così, dopo queste righe, l’evidenza è una sola: Lodi merita un vero Assessore allo Sport, uno che sappia dedicare il giusto tempo a una delega decisamente importante, sottraendolo all’organizzazione degli street food che tanto hanno stufato i lodigiani.

20131019_162020