Santa Chiara: dramma e malagestione

MIC_5265Nelle ultime settimane tanto si è parlato di RSA e a Lodi, in particolare, la vicenda di Santa Chiara ha suscitato clamore. Prima di tutto, è bene sottolineare che l’indagine riguardante i numerosi decessi che ci sono stati dall’inizio dell’emergenza sanitaria seguirà la propria strada e non è compito della politica entrare nel merito del lavoro della magistratura.

Può essere utile però riepilogare i brevemente i principali fatti:

  • nella seconda metà di marzo si susseguono notizie su possibili contagi e numeri elevati di decessi all’interno della Casa di Riposo Santa Chiara;
  • di questa situazione sono all’oscuro sia il Cda di Santa Chiara che il Consiglio Comunale, fino alle richieste di informazione di alcuni Consiglieri di minoranza (Scotti e Cominetti), alle quali si dà risposta con la lettera del Presidente della Fondazione Santa Chiara Sancilio che parla di 53 morti tra febbraio e il 25 marzo (molti di più rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente);
  • non ci è dato sapere se il  presidente Sancilio avesse o meno informato il Sindaco, ma di certo CDA e Consiglio Comunale sono stati tenuti all’oscuro;
  • La Fondazione Santa Chiara chiede i tamponi in data 20 marzo, li risollecita il 23, ma non ottiene positivo riscontro;
  • il 26 marzo tutti i Consiglieri di minoranza scrivono una lettera diretta al Prefetto perché intervenga su ATS (su esempio di quanto avvenuto per situazioni simili) affinché siano effettuati i tamponi e la sottopongono ai Consiglieri di maggioranza, i quali si rifiutano di firmarla;
  • si riunisce il CDA di Santa Chiara che non era convocato da febbraio;
  • l’iniziativa ha ampio risalto nell’opinione pubblica e il Prefetto risponde che interverrà presso ATS, nel frattempo il Sindaco tace;
  • dopo diversi giorni, il Sindaco interviene, ma per definire “vergognosi” i consiglieri di opposizione; convoca comunque un tavolo con ATS e Fondazione Santa Chiara per il 6 aprile (non proprio tempestivo, è passato oltre un mese dallo scoppio dell’emergenza);
  • si apprende che prima della convocazione del tavolo, dalla Sindaca e dal Comune non sono mai pervenute comunicazioni ufficiali ad ATS per chiedere i tamponi, ma che ci sono state delle non meglio precisate “interlocuzioni” verbali;
  • dopo diversi solleciti sono finalmente effettuati i tamponi (in due tranche): 65 ospiti (su 197) hanno contratto il COVID e in più bisogna considerare i decessi, 62 persone venute a mancare.
  • il 14 aprile rassegna le dimissioni il Consigliere del CDA della Fondazione Calandra (di area Fratelli d’Italia, maggioranza) con una lettera di fuoco di critica alla gestione del Presidente Sancilio.

Insomma, con tutti i consiglieri di opposizione abbiamo cercato di dare un contributo costruttivo, mettendo pressione su ATS tramite la stampa e grazie all’intervento del Prefetto.

Il Sindaco non ci ha informati della situazione, non è intervenuta tramite canali ufficiali presso ATS e men che meno ne ha parlato sulla stampa, a differenza di quanto fatto in altri territori: una scelta gravissima, quella di non mettere in discussione la politica sui tamponi adottata da Regione Lombardia.

Il Presidente Sancilio – che tra l’altro è mancato fisicamente nella Casa di Riposo per tutto marzo e aprile, fino alla perquisizione dei NAS a fine mese – ha proseguito con una conduzione verticistica e poco trasparente della Casa di Riposo, negando informazioni allo stesso CDA. E questo ha portato alle dimissioni di un consigliere di maggioranza.

Nel complesso, un disastro, sotto tutti i punti di vista. E secondo il Sindaco, saremmo noi i vergognosi.

Disprezzo delle regole

Era successo una prima volta il sabato di Pasqua, con una foto di sindaco, vicesindaco e alcuni assessori e consiglieri che tagliavano e mangiavano una colomba in Broletto in barba a tutte le disposizioni sul distanziamento sociale e ai divieti di feste di gruppo.

Ma non è bastato, perché il lupo perde il pelo ma non il vizio: lo scorso weekend, il Sindaco Casanova e il Presidente del PTP Di Lemma hanno pensato bene che il Parco Tecnologico Padano – luogo in cui si analizzano i tamponi per il covid – fosse un parco giochi e ci hanno portato i loro figli per il taglio di una torta.

Uno schiaffo a tutti i bambini della Città che da due mesi stanno affrontando il sacrificio di restare chiusi in casa. Un fatto gravissimo perché dimostra arroganza, disprezzo delle regole e l’assenza più totale di qualsiasi senso istituzionale da parte del Primo Cittadino.

Non una leggerezza perdonabile, come lei ha tentato di dire per giustificarsi; perché le questioni di salute pubblica non sono derubricabili a leggerezza. Chi si ammala deve essere curato, perché PER FORTUNA così si fa in un Paese civile, senza guardare in faccia a nessuno; ma ciò non autorizza ad adottare comportamenti irresponsabili, specialmente se si ricopre un ruolo pubblico.

E non salva la situazione il fatto che lei si sia detta poi disposta a pagare a multa; perché non si tratta di “essere disposti” o meno, si tratta di un dovere. Ed è altrettanto grave che non abbia fatto il primo passo il Comandante dei Vigili.

Come Opposizioni, abbiamo chiesto un Consiglio comunale straordinario sull’accaduto e non tralasceremo nessuna azione possibile per stigmatizzare questa vicenda vergognosa.

Vicenda che tra l’altro, giustamente, ha suscitato l’indignazione dei cittadini e l’attenzione dei principali quotidiani nazionali: ancora una volta, dopo il caso mense, Lodi si ritrova sulla stampa per fatti “di forchetta” davvero poco edificanti.

 

 

Un Bilancio da rifare

Nel primo Consiglio comunale in streaming della storia di Lodi, il tentativo della Giunta Casanova è stato quello di far passare “in emergenza” un bilancio venduto come innocuo, ma che in realtà costringerà il Comune in uno strettissimo campo d’azione. Questa è la sintesi del documento approvato dopo una seduta fiume di 14 ore, durata tutta la notte e finito alle 8 del mattino, nonostante le richieste delle opposizioni di organizzare i lavori in modo da consentire una discussione più lucida e serena.

Nulla da fare, perché la maggioranza di centrodestra doveva portare a termine, il più velocemente possibile, l’operazione politica su cui si gioca il mandato: un bilancio che contiene gli oneri introiti previsti da Esselunga, accende 5,3 milioni di euro di mutui per le opere pubbliche (sulle quali si accumulano ritardi) e quindi aumenta il costo del servizio del debito. Le conseguenze sono messe nere su bianco nella Nota Integrativa, dove si parla chiaramente di “taglio all’erogazione di servizi” per far quadrare i conti.

Le prime avvisaglie si vedono già a partire da questa annualità, con i tagli lineari ai servizi sociali, durante una crisi che avrà dure ripercussioni sulle fasce più povere della nostra città. Nel frattempo, non si abbassano tasse e imposte, non sono assorbiti la maggior parte dei rincari del Commissario, ma addirittura si alzano alcune tariffe, andando a rincarare la dose su un settore in ginocchio come quello culturale con l’aumento del costo d”affitto degli spazi espositivi. Inoltre, non si può dimenticare il rialzo assolutamente inopportuno su tutti i costi di tumulazione.

Insomma, un provvedimento assolutamente inadeguato. Abbiamo sviluppato sui social un percorso a puntate di conoscenza del Bilancio in tutti suoi aspetti, per smascherare un’operazione politica che in un momento di difficoltà della città, punta tutto su un supermercato e scommette su un giro di taglio di nastri per riguadagnarsi la rielezione, tagliando scelleratamente i servizi.

Ecco tutte le puntate della campagna, accessibili cliccando sul link anche per chi non utilizza i social network:

  1. Le spese per eventi sorpassano gli interventi di sicurezza sociale
  2. Eventi: più di mezzo milione di euro in soli due anni
  3. Azzerati fondo anti-crisi e borse lavoro
  4. Mutui e spesa per interessi crescono: tagliati i servizi
  5. Le tariffe: promesse non mantenute, tra vecchi e nuovi aumenti
  6. Le tariffe: promesse non mantenute, tra vecchi e nuovi aumenti (SECONDA PARTE)

Piccole cose belle

In mezzo a tante brutte notizie, una piccola cosa bella e importante: la solidarietà dei consiglieri comunali dell’SPD di Costanza, il Partito Socialdemocratico della Città tedesca con cui Lodi è gemellata. Una solidarietà non solo simbolica, ma che si è concretizzata in gesti concreti di generosità nei confronti delle tante realtà che a Lodi sono impegnate nella lotta contro il Virus.